Orange Camp, per una politica contro le mafie
Tostato da Redazione
L’arancione è il colore simbolo del cambiamento, di una mobilitazione dal basso che si fonda sulla partecipazione attiva dei cittadini ai processi decisionali della res publica. Il confronto è il sale della democrazia e per questo, forti del successo di Giù al Nord 2011 promosso da Caffè News lo scorso mese di settembre, siamo stati invitati ad aprire a Napoli il ciclo degli Orange Camp.
Napoli città dell’accoglienza e laboratorio di idee in continua evoluzione. Aspettiamo qui giovani, cittadini da ogni angolo del nostro stivale, che vorranno fornire il proprio contributo fattivo sulle questioni importanti che interessano la nostra società.
La formula è quella del Barcamp per contribuire tutti attivamente alla crescita di una nuova coscienza partecipativa attraverso un innovativo modello di coinvolgimento delle persone. Vogliamo appunto promuovere idee che mettano al centro il cittadino attraverso un ciclo di nonconferenze collaborative in un ambiente aperto e libero. Chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi che affronteremo.
L’Orange Camp è quindi cosa diversa da un convegno. In un Orange Camp la differenza tra spettatori e relatori è talmente sottile da non esistere affatto. Inoltre il fulcro della discussione si sviluppa in maniera diacronica ben prima delle giornate dedicate ai nostri dibattiti attraverso i canali sul web dedicati all’evento. Nessuno salirà in cattedra, nessuno avrà tempo e modo di sviluppare considerazioni e teorie senza dibattito e contraddittorio. Semplicemente perchè al nostro Orange Camp la cattedra non esiste.
L’appuntamento col barcamp arancione, che sarà in diretta streaming sul sito del Comune di Napoli ed avrà come anchorman il nostro direttore Paolo Esposito affiancato da Antonio Prigiobbo e Vincenzo Presutto, è per venerdì 2 Dicembre dalle ore 9 alle ore 13.30 presso l’Antisala dei Baroni del Maschio Angioino.
Le mafie pesano sulle nuove generazioni attraverso due fenomeni: l’avvelenamento dell’ambiente prodotto delle ecomafie e il controllo del mercato del lavoro dominato da clientelismo e dallo scambio corrotto politica-imprese-mafia. La mattinata sarà così dedicata ai due temi con particolare attenzione all’influenza che esercita la mafia nelle relazioni internazionali finendo col destabilizzare le democrazie e gli equilibri geostrategici dei nostri Paesi. Nel barcamp si analizzeranno, quindi, anche i costi economici della corruzione per la collettività e e l’impatto sui meccanismi di spesa della PA.
A conclusione dell’Orange Camp, con la collaborazione dei ragazzi che decideranno di prendervi parte, sarà stilato un documento finale che sarà presentato dal nostro Paolo Esposito ad apertura dei lavori del giorno 3 Dicembre, a partire dalle ore 9.30, presso la Sala Italia di Castel dell’Ovo.
Alla conferenza, dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Napoli Andrea De Martino e del Procuratore Capo di Napoli Giovandomenico Lepore, parteciperanno tra gli altri imprenditori come Silvana Fucito, esponenti della società civile, come Don Tonino Palmese, Giulio Cavalli e Michele Curto, giornalisti come Sandro Ruotolo, Michele Santoro, Lirio Abbate, David Lane e Peter Gomez, magistrati come Raffaele Cantone e Antonio Ingroia, politici come Michele Emiliano, Sonia Alfano, Rita Borsellino e Antonio Di Pietro. Farà sentire la sua voce anche Roberto Saviano che ci ha regalato un sentito intervento video che sarà proiettato nel corso della giornata del 3 Dicembre.
Per l’occasione è stata attivata una convenzione con l’Ostello della Gioventù “Mergellina” che comprende pernottamento e colazione per la notte tra l’1 e il 2 Dicembre e tra quella del 2 e il 3 Dicembre, convenzione gratuita per i primi cinquanta partecipanti da fuori Napoli prenotati attraverso i canali dedicati alla due giorni.
E allora sedetevi comodi, tutti sullo stesso livello, e prendete parte al confronto che siete voi, siamo noi. Il modo migliore per dar corpo alle idee è farle camminare sulle proprie gambe. Correndo, in pianura. Senza scalini e vette da oltrepassare.
Redazione













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