Radio Siani, voci libere dalla camorra
Tostato da Gaia Bozza
Due anni di Radio Siani vogliono dire due anni di piccole-grandi vittorie contro la camorra. Perché questa radio è libera due volte: per iniziativa di un gruppo di volontari è dedicata al giornalista del Mattino Giancarlo Siani, ammazzato dai camorristi (e da tanta omertà) 26 anni fa. E’ libera anche perché ha “liberato” quella che poi è diventata la sua sede, ad Ercolano, in provincia di Napoli, un bene confiscato al clan Birra. E, al terzo anno di programmazione, fa un salto di qualità ulteriore. Arriva al timone la giornalista Amalia De Simone, autrice di numerose e coraggiose inchieste.
La prima novità è la messa in onda di importanti processi di mafia. Si inizia con un’udienza relativa alle inchieste antiracket nel territorio di Ercolano, vecchia battaglia di Radio Siani. ”Una versione integrale, senza mediazioni, così chi vuole può farsi un’idea da se di quello che succede – spiega Amalia De Simone – Ho ottenuto l’autorizzazione per farlo. E’ rischioso ma è una responsabilità che voglio prendermi. Penso che l’ascolto di un processo sia una testimonianza importante e piuttosto inedita”.
- Quali sono le altre novità?
Un vero e proprio palinsesto, con trasmissioni provenienti anche da altre realtà italiane. Abbiamo avviato la procedura per poter trasmettere tutta la musica e non solo quella copyleft. Inoltre i ragazzi stanno ponendo le basi per un’impresa sociale. Stiamo provvedendo alla registrazione della testata, ma nessuno sarà sfruttato perché nessuno ci guadagna un euro. Chi contribuirà a Radio Siani sappia che lo farà solo perché vuole condividere un percorso sui temi della legalità con altre persone. Saremo tutti volontari. Finché ognuno di noi avrà la voglia e la forza di esserlo.
- Chi sono i ragazzi di Radio Siani?
Sono dei giovani volontari che con impegno ed entusiasmo hanno deciso di gestire un bene confiscato al boss Giovanni Birra. In quella casa ci sta bene una radio perché anche la camorra aveva aveva fatto la loro stessa scelta mettendo in piedi una radio pirata che attraverso canzoni neomelodiche e messaggi lanciava comunicazioni criptate. Con quella radio, annientata dalle indagini del procuratore aggiunto della dda Rosario Cantelmo e del sostituto Pierpaolo Filippelli venivano individuate le vittime del racket, sancite scellerate alleanze tra criminali e ordinati agguati. Radio Siani racconterà storie di riscatto, precariato, raccoglierà denunce, si metterà in rete con associazioni e coordinamenti di tutta Italia ospitandone anche delle trasmissioni. Il gruppo più attivo è formato da Giuseppe (il presidente), Giuliana, Carlo, Giulio, Valentina, Tonia, Rosaria, Giusy, Davide, Roberto e Ciro. La radio nasce da un entusiasmo giovane come quello di Giancarlo Siani in un momento in cui ad Ercolano c’era ben poco per cui entusiasmarsi: estorsioni, usura, riciclaggio e droga si stavano mangiando la città. Io avevo seguito quegli eventi da cronista ma i ragazzi di Radio Siani li ho conosciuti meglio mentre realizzavo insieme con Simona Petricciuolo, un’inchiesta sui beni confiscati per Linea Notte, Tg3.
- I volontari hanno avuto problemi, per la loro battaglia antiracket e anticamorra?
Come sempre accade in situazioni del genere, ogni tanto riceviamo la visita di parenti e affini del boss non proprio felici dell’attenzione creata intorno alla loro ex dimora. All’inizio la casa è stata anche depredata. Però ciò che colpisce è che i ragazzi vivono tutto questo con responsabilità ma anche con leggerezza, senza vittimismo, senza retorica e con grande intelligenza.
- Vi arrivano segnalazioni e richieste di aiuto?
A volte capita e siccome abbiamo un filo diretto con i carabinieri di Ercolano che da sempre sono vicini a Radio Siani, quando possiamo ci confrontiamo con loro.
- Cosa ti aspetti dal nuovo corso di Radio Siani?
Di continuare un cammino che i ragazzi di Radio Siani, da due anni a questa parte, percorrono. Un cammino di impegno assolutamente non eroico ma semplicemente civile.
Gaia Bozza













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