All’Orange Camp di Napoli quel fresco profumo di libertà

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Il sindaco De Magistris, da sempre impegnato nella battaglia per la legalità e contro ogni tipo di corruzione, il 2 e 3 Dicembre ha organizzato un evento, La politica contro le mafie, che ha proposto di dare una mano a reinventare la politica e la sua concezione, tingendola di arancione, colore che ha caratterizzato non solo  la sua campagna elettorale ma anche la “battaglia” personale contro il nucleare in occasione del Referendum del giugno scorso.

Il progetto è stato diviso in due eventi: il primo, un OrangeCamp, concepito come un laboratorio di democrazia partecipata, di impegno sociale, culturale e civico interamente organizzato da giovani non solo partenopei ma provenienti da tutta Italia che hanno affollato le sale del Maschio Angioino. Durante l’OrangeCamp i ragazzi hanno parlato della loro idea di mafia, politica, corruzione. Al termine del laboratorio Paolo Esposito, direttore di Caffè News e coordinatore dell’evento, ha raccolto tutte le proposte e le parole più usate dai giovani durante il dibattito. Tra esse spiccano lotta, legame, paura, territorio, combattere, vincere, ambiente, sbagliato ed anche un ironico e simpatico ‘incazzatevi’.

All’incontro dei giovani è seguito, a Castel dell’Ovo, il convegno “la politica contro le mafie”. Tra gli ospiti della conferenza, nomi importanti nel panorama del giornalismo italiano (Lirio Abbate, Sandro Ruotolo), della politica (Antonio Di Pietro, Michele Emiliano, Sonia Alfano), della magistratura (Antonio Ingroia, Raffaele Cantone),  imprenditori come Silvana Fucito, che quotidianamente combattono, ciascuno a proprio modo, contro la mafia. Hanno partecipato al meeting anche  l’assessore allo sviluppo Marco Esposito e il vicesindaco Tommaso Sodano.

Il sindaco ha aperto la conferenza, salutando il pubblico presente in sala e anche quello che seguiva l’evento tramite Facebook e Twitter che postavano in tempo reale i commenti, spiegando che “bisogna combattere la rappresentazione della mafia con coppola e lupara e rappresentare invece quella che è dentro le istituzioni” perché le mafie si nutrono del silenzio e della cattiva informazione, “non vogliono che si parli del loro volto istituzionale”. E deve essere la politica a porsi inequivocabilmente dalla parte della legalità, perche la mafia è “un fenomeno storico – diceva Giovanni Falcone – e come ogni fenomeno ha un inizio e una fine. I giovani sono pronti a raccogliere questa battaglia culturale”.

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Dora Spiniello

 

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