Inaugurato un altro anno di ingiustizie

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Mentre il movimento dei forconi prosegue la sua protesta contro le iniquità economiche e sociali aggravate dal governo Monti, mentre gli autotrasportatori tengono in scacco l’Italia intera ricordandoci quanto sia importante il trasporto su gomma per il nostro sistema-Paese, mentre milioni di persone sono con l’acqua alla gola pur facendo e avendo fatto il proprio dovere come cittadini e come lavoratori, mentre continuano a rimanere in bilico processi civili e penali e sempre più colpevoli vengono scarcerati o restano del tutto impuniti, i più alti rappresentanti della “Giustizia” italiana si sono ritrovati tra capitelli, marmi, arazzi, affreschi, luci, pietra bianca ed ermellini per ricordarci che la giustizia in Italia, grossomodo, fa schifo.

Parole e paroloni, più o meno sempre gli stessi, per far finta di raccontare una storia che ci coinvolge da vicino e che noi conosciamo molto meglio di loro. Da anni in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario si sprecano proposte, allarmi di vario genere sulla necessità immediata di interventi legislativi, laconiche prese d’atto dell’imperversare dell’illegalità, retorica e frasi fatte. Quest’anno sono cambiati alcuni attori, ossia i rappresentanti del governo. C’è forse meno tensione politica rispetto ad un anno fa, ma di certo maggiore tensione sociale. Per il resto non è cambiato praticamente nulla, o forse la situazione è persino peggiorata.

Loro parlano, caldi sotto gli “ermellini” rossi come i conti italiani, e noi lavoriamo anche per loro. Invece di ammettere quanto tempo sprecano i giudici italiani dentro le stanze polverose dei palazzi di giustizia, invece di dire la verità sul modo in cui la magistratura delle più alte sfere gestisce un potere immane sopra le nostre teste, invece di rinunciare ai troppi privilegi di cui anche i magistrati italiani, come i politici, godono, col cuore affranto ci raccontano un’Italia “che dovrebbe fare di più”, “che ha bisogno di riforme”, “che deve rispettare la Costituzione”, bla bla bla.

Iniziate voi, cari giudici. Date l’esempio anche voi, cari politici e funzionari di rango elevato. Dite apertamente quanti doppi e tripli incarichi, doppi e tripli stipendi, doppi vitalizi e professioni multiple vi concedete il privilegio di avere. Rinunciate a tutto lo sfarzo di cui vi circondate e che ci sbattete in faccia in diretta TV, come se voi foste autorevoli rappresentanti di uno Stato glorioso. La gloria è finita, cari signori, c’è rimasto solo l’impegno e il sacrificio di chi queste parole non le pronuncia ma le pratica. E casomai la gloria sarebbe dei tanti cittadini onesti che, anno dopo anno, non bastassero le iniquità e le difficoltà che devono patire, devono anche ascoltare le vostre vuote parole.

Se realizzerete, in questo anno appena cominciato (malissimo), anche solo la metà delle proposte di cui vi siete riempiti la bocca e le coscienze, ve ne daremo merito e forse ci sentiremo più italiani. Per adesso, toglietevi pellicce e addobbi perchè appartengono a noi.

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