Malagiustizia italiana, il caso Eva Polak
Tostato da Roberto Galipò
Storie di malagiustizia.
E’ il 1990. La dottoressa Eva Polak, cittadina italiana, dopo aver avuto una complessa separazione coniugale, chiede al comune di Montecatini Terme, di assegnarle un alloggio popolare, promettendo di ristrutturarlo a proprie spese (Atti 4305-2).
Con l’ordinanza n. 587 del 12/04/1990 il comune assegna l’alloggio alla dottoressa con l’impegno di ristrutturarlo e renderlo abitabile. Nel maggio del 1990 gli vengono consegnate regolarmente le chiavi e successivamente la donna prende contatti con il geometra del comune per effettuare i lavori pattuiti.
Dopo aver reso l’appartamento vivibile, la dottoressa Polak si trasferisce al suo interno attendendo la chiamata del Comune per
stipulare il contratto di compravendita. L’amministratore comunale dice alla dottoressa Polak di non preoccuparsi che l’avrebbero chiamata al piu presto.
Appena terminati i lavori di ristrutturazione il Comune richiede la restituzione dell’appartamento, rifiutandosi di pagare la differenza tra le somme del denaro speso dalla dottoressa e il canone d’affitto da scontare, calcolato in corrispondenza con la legge per le case classificate PEEP (L. 392/78 e succ. modifiche).
Il comune ha dato la delega all’avvocato per procedere contro la dr.ssa Polak, richiedendo indietro l’immobile senza pagare le somme spese dalla dottoressa e senza fare i conti dovuti. Si insinua inoltre che la dottoressa Polak sarebbe un’occupante abusiva dell’immobile e che non si sarebbe mai messa in contatto con l’ufficio urbanistico del comune.
In seguito, la dottoressa Polak ha presentato una denuncia alle autorità competenti presentando le prove e la documentazione relativa. A tutt’oggi l’autorita giudiziaria non ha fatto niente, anzi vive in una situazione di degrado totale senza riscaldamento e senza lavoro. Il Comune ha messo in vendita l’appartamento.
Siamo a Febbraio 2012 e sono passati la bellezza di ventidue anni: a tutt’oggi la dottoressa Polak non ha avuto giustizia. Ultimamente ho sentito la dottoressa: purtroppo rischia seriamente di dover abbandonare l’appartamento, fisicamente è provata e molto demoralizzata. Il nostro Stato e le istituzioni che dovrebbero tutelarla, le hanno girato le spalle.














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