C’è sempre un motivo: Sanremo, Celentano e la Corte Costituzionale

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Certe cose vengono considerate false o veritiere solo sulla base della bocca dalla quale vengono pronunciate. Così, senza fermarsi a  riflettere, a cercare di capire. Ne abbiamo avuto prova con l’attesissimo e discussissimo intervento di Celentano a Sanremo l’altra sera.

Personalmente, mi ha lasciata (quasi) senza parole. L’unica cosa della quale mi sento di parlare è  la bocciatura del referendum sulla legge elettorale da parte della Consulta perché, come ci ricorda proprio Adriano, per tutte le cose c’è sempre un motivo.

Ciascuno è libero di avere la propria opinione in merito alla legge elettorale vigente ed alla validità dei quesiti referendari proposti. Però, prima di attaccare i giudici della Corte Costituzionale e paventare l’assenza di una sovranità popolare, ricordiamoci che proprio l’art. 1 della Costituzione Italiana recita che questa sovranità, il popolo “la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

E’ tediante parlare di forma, ma il giurista meglio di altri sa quanto questa sia importante per arginare i contenuti.
Infatti la bocciatura della Consulta non è stata politica, ma formale.

I due quesiti proposti vertevano il primo sulla totale abrogazione della legge 270 del 2005, ovverosia del “Porcellum”, mentre il secondo interveniva per chiedere l’abrogazione di alcune novità introdotte da questa legge a quella precedente, il “Mattarellum”.

L’errore sotteso alla formulazione dei quesiti è stato dare per scontato che l’abrogazione dell’attuale legge elettorale comportasse automaticamente la reintroduzione della precedente, cosa però priva di ogni fondamento giuridico (la dottrina della reviviscenza è infatti rifiutata dalla giurisprudenza da più di trent’anni).

Se il referendum fosse stato approvato ed avesse successivamente vinto il sì, ci si sarebbe trovati in una condizione di vuoto normativo, ovvero di uno Stato privo di legge elettorale e contemporaneamente impossibilitato ad indire nuove elezioni. Questo è il motivo per cui la Corte Costituzionale ha bocciato il referendum, niente di più e niente di meno.

Poi si sa, Sanremo è Sanremo ed è lo specchio dell’Italia, un paese estremamente emotivo ed appassionato, caotico, a cui è difficile parlare di forma e razionalità. E’ divertente anche per questo, ma sarebbe bello un giorno riuscire a trovare quell’equilibrio tra la nostra indomita emotività e la nostra intelligenza, che ci viene riconosciuta in tutto il mondo.

 

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