Piercamillo Davigo a Caffè News: Il reato di concussione va riscritto, ce lo chiede l’Ocse
Tostato da Silvia Amadori
Per i nostri affezionati lettori, per chi ci scopre oggi e per chi ci scoprirà in futuro. Perché Caffè News è al servizio del lettore e dell’informazione, senza pretese, ma con la forza delle menti fresche, apriamo un ciclo di interviste ad esperti su vari temi di attualità, dal reato di corruzione, che tratteremo oggi, alla riforma del Governo Monti, ad ancora ogni aspetto che riguardi la mafia.
Per dare maggiori spiegazioni su quanto sta accadendo in Italia, senza che le opinioni personali di noi “caffeniusini” vadano a disturbare il vero intento di questi articoli, ovvero dare ampio spazio all’esperto per permettere che il cittadino possa formare una coscienza propria in tutta autonomia da visioni politiche o altro. È in modo asettico eppure completo che cercheremo di fare del nostro meglio.
Oggi, come già accennato, tratteremo di corruzione, per darvi una visione
ancora più chiara del fenomeno, in seguito ai precedenti articoli pubblicati sul tema, siamo andati a richiedere una breve intervista al Dottor Piercamillo Davigo, ieri penna della Giustizia che scrisse la storia di Mani Pulite, oggi Consigliere presso la Suprema Corte di Cassazione.
Dobbiamo ringraziare il Dottor Davigo per la collaborazione e la disponibilità dimostrata nei nostri confronti. Trattandosi della prima collaborazione di una serie che verranno, abbiamo preferito non basarci su di una semplice intervista, ma dare un input che spinga il lettore ad informarsi sull’argomento trattato.
Ecco come in modo chiaro e diretto l’esperto ha risposto:
1. La situazione economica odierna è disastrosa in diversi Paesi del mondo, compresa l’Italia. Il primo argomento che le chiediamo di affrontare è quali siano, secondo il suo parere, le reali cause di questa crisi globale ed in secondo luogo scendere nel dettaglio della nostra nazione.
A mio avviso la crisi economica globale è conseguenza della crescita dell’economia finanziaria a scapito di quella reale, dall’inefficacia dei controlli, dalla divaricazione delle disuguaglianze sociali. Per quanto riguarda l’Italia la situazione è aggravata dal pesantissimo debito pubblico, le cui cause sono l’aver scaricato sulle future generazioni il costo del mantenimento della pace sociale e lo sperpero di denaro conseguente all’inefficienza, frutto e causa della corruzione.
2. Caliamoci nello specifico, individuando una species del generale reato della corruzione, il reato di concussione rilevabile nell’articolo 317 del Codice Penale: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni”. Le chiediamo se può illustrare la situazione odierna partendo da una mappatura a livello delle più alte cariche dello Stato, fino a toccare i livelli base dell’amministrazione pubblica.
Non posso trattare di singoli casi o di singole persone. Devo segnalare che si tratta di una norma che l’O.C.S.E. ci chiede da tempo di cambiare. Infatti contiene due ipotesi distinte: quella della costrizione e quella dell’induzione. La prima non pone problemi, perché può essere ricondotta all’uso di violenza o minaccia, ma allora sarebbe più ragionevole ricondurla all’ipotesi dell’estorsione, con una specifica aggravante per il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio. L’induzione è invece evanescente e – poiché secondo la giurisprudenza ormai consolidata – la concussione per induzione non è incompatibile con il fatto che il privato tragga anche vantaggi dal compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio o dall’omissione di atti d’ufficio da parte del funzionario pubblico, finisce per consentire ai corruttori di gabellarsi per concussi.
3. In seguito all’analisi della concussione riteniamo sia utile, per chiudere il discorso, affrontare il reato di collusione, ovvero l’accordo fraudolento concluso tra due o più parti per un fine illecito. Lasciamo qui ampio spazio al suo pensiero.
Le fattispecie di corruzione dovrebbero essere riscritte in armonia con le convenzioni internazionali. Oggi sono collegate all’omissione di un atto d’ufficio o al compimento di un atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio. Ciò rende difficoltosa l’applicazione delle disposizioni, poiché nell’esperienza concreta le parti non stipulano accordi con riferimento ad atti individuati, ma ad un risultato che si prefiggono. Inoltre tale collegamento le rende inapplicabili ai parlamentari (la cui attività non è riconducibile a conformità o contrarietà ai doveri d’ufficio), in violazione delle convenzioni internazionali.
Tanti sono i casi che vengo alla luce, dal parlamentare che acquista una casa al centro di Roma a prezzi che definire stracciati sarebbe un eufemismo, ai rapporti all’interno della pubblica amministrazione, quando alcune agenzie delle entrate favoriscono determinati clienti, gli esempi concreti potrebbero essere infiniti. Cercate i video con il Dottor Piercamillo Davigo, meglio di chiunque altro ha la capacità di spiegare fenomeni complessi in modo
assolutamente naturale, catturando l’attenzione dell’ascoltatore, grazie a quella forza che solo la conoscenza ed il basarsi su fatti concreti da.
La migliore risposta ad un sistema corrotto è la cultura.
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