Bavaglio armato

Tostato da

“E in che cosa consiste fondamentalmente un modo civilizzato di comportarsi? Consiste nel ridurre la violenza.È questa la funzione principale della civilizzazione ed è questo lo scopo dei nostri tentativi di migliorare il livello di civiltà delle nostre società” 

Karl Popper

Manifestazione non può significare violenza, al cartello e allo slogan gridato non possono contrapporsi il manganello e il casco. Maschera che occulta e cela il volto che guida la mano violenta. Inutile ricordare le violenze del passato, il G8 del 2001 o i ragazzi morti in seguito a stati di fermo da parte di agenti poco avvezzi alla comunicazione verbale ma molto all’intimidazione fisica. Quei volti e quei nomi potrebbero essere sostituiti con quelli dei nostri figli, dei nostri amici, dei ragazzi che cantano sotto striscioni in cui si esplica la speranza di poter ancora agire sul cambiamento. Noi siamo la gente della strada insieme con tutti i volti che pacificamente parlano nelle piazze rappresentano il futuro, soprattutto della nostra parola. E la parola è sacra e va difesa, tutelata, lasciata libera d’esprimersi.
Perciò sì alla proposta dei codici alfanumerici sulle divise e no all’omertà di non indicare se un collega poliziotto ha sbagliato: dietro un assetto di guerra si possono nascondere molte cattive intenzioni. Per questo vi invitiamo a sostenere la petizione online che lo chiede (link), perché abbiamo sempre insegnato ai bambini che se qualcuno farà loro del male dovranno rivolgersi alla polizia, come faremo a spiegar loro che i cattivi possono avere la divisa dei buoni? Non prestiamo il fianco a facili strumentalizzazioni, la libertà di pensiero dei giovani  va difesa anche da quegli stessi giovani che dietro la maschera della protesta celano oscuri interessi di destabilizzazione. Non facciamo sì che i contenuti di lotte legittime e di movimenti di pensiero scompaiano sotto una pioggia di manganelli; quando sventolano bandiere, di ogni colore, e s’innalzano cori di protesta, è una delle voci della nostra democrazia che s’alza. Di quella voce fanno parte anche i poliziotti, è la loro stessa garanzia di democrazia, non facciamo che le manifestazioni  di piazza diventino strumento di lotta fra due schieramenti, ma anzi utilizziamo gli scarsi grimaldelli che abbiamo, tutti insieme, da una sola parte, contro chi ci vuole divisi, e contro l’idea di violenza che nulla ha mai generato.. Il servizio d‘ordine avrebbe il compito di seguire i manifestanti e garantire loro una serena espressione dei propri diritti, i ragazzi nelle scie dei cortei dovrebbero essere protetti da minacce e violenze dalle forze dell’ordine e non essere bersaglio di queste, nel rispetto delle leggi internazionali sui diritti umani. I facinorosi, i violenti che sempre esistono in piccoli gruppi, aditi a portare lo scompiglio nelle piazze, andrebbero arginati, allontanati con metodo e sempre garantendo l’incolumità di tutti gli altri manifestanti. Questo sarebbe il primo compito delle forze dell’ordine. L’altro, ancora più necessario per la nostra democrazia, sarebbe individuare all’interno delle forze dell’ordine i responsabili degli abusi commessi, isolarli e giudicarli perché non diventi una prassi la violenza come risposta nelle strade.

 

 

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.