Il lavoro rende liberi? Non ad Auschwitz!

Tostato da

 Il 27 Gennaio del 1945 fu portata alla luce una realtà terrificante: oltre il cancello recante la scritta “Il lavoro rende liberi” probabilmente ci si poteva aspettare di trovare di tutto… Tutto tranne lo scenario che effettivamente le truppe dell’Armata Rossa si trovarono davanti.

 

 

Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali. (T.Adorno)

C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. (P.Levi)

 

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. (E.Wiesel)

La nozione giuridica di “crimine contro l’umanità” nasce solo nel 1945: ciò che è accaduto nei campi non era illegale, all’epoca. Andava certamente contro ciò che noi definiamo “umano” ma non violava le leggi scritte. Probabilmente nessuno, prima di allora, aveva ritenuto necessario mettere per iscritto leggi che dovrebbero essere insite per natura nella coscienza degli uomini.

Beh, pare proprio che gli uomini abbiano sopravvalutato se stessi! O meglio: pare che gli uomini abbiano dimenticato che per natura sono portati anche a fare del male, soprattutto quando sanno che per quel male resteranno impuniti. D’altronde, cosa facevano “i cattivi” se non eseguire gli ordini di chi gerarchicamente era autorizzato a dare loro direttive e che avrebbe potuto punirli se loro non avessero eseguito tali ordini, benché si trattasse di procedure abominevoli?

Togliere a un uomo le sembianze di un essere umano rende più facile percepirlo come qualcosa di diverso da sé e pertanto non meritevole del rispetto che si concederebbe a un proprio simile: svalutare l’altro -l’ebreo- ha consentito ai soldati tedeschi di inveire contro tale surrogato di essere umano quasi a cuor leggero e chissà, forse anche con un pizzico di fierezza, che scaturiva dall’esercizio del dominio da parte della propria razza superiore su una che era stata irreversibilmente collocata sull’infimo gradino della scala sociale (e che, pertanto, aveva ai loro occhi perso dignità).

Tutto ciò è stato inumano? Eppure sono stati gli esseri umani a metterlo in atto…

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

da Avanguardie

10621938_748393688554262_209708506_n
Il neurone libero

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!