Oscar Giannino & co.: Il valore «politico» della menzogna

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Ci sono diverse categorie di menzogna e diversi contesti dove queste possono svilupparsi e produrre i loro effetti. Analizziamo in ordine crescente di gravità le categorie di menzogna sia in relazione ai vari contesti sia in relazione ai “luogi” dove queste si esplicano e producono effetti.

Si può mentire inconsapevolmente perché si è stati male informati (c1); si può mentire perché ci si è male documentati (c2); si può mentire perché le informazioni sulla base delle quali la menzogna è costruita mutano nel tempo o non sono oggettivamente consolidate (c3); si può mentire utilizzando dati e argomenti validi escludendone altri in ugual misura validi (c4); si può mentire utilizzando coscientemente dati falsi e inventando eventi o situazioni per soddisfare il proprio ego (c5); si può mentire sapendo di mentire utilizzando gli effetti della menzogna per ottenere un qualche vantaggio personale (c6); si può mentire consapevolmente al fine di modificare l’opinione di altri e ottenere vantaggi e consensi personali ma scapito di altri (c7); si può agire consapevolmente attraverso un’opera di distruzione della credibilità di altri fondata sulla diffusione di menzogne consapevolmente utilizzate (c8).

I contesti dove le categorie di menzogna si sviluppano e producono i loro effetti sono di natura intrapsichica, sociale, politica e istituzionale. Si può mentire a se stessi, sulle proprie forze o debolezze, capacità o incapacità, attitudini e tendenze (m1). Invero, si può mentire al solo fine di abbellire la propria persona di fronte alla famiglia, agli amici o alla società di riferimento, senza che sia quella menzogna a definire lo status personale o sociale che ci compete (m2), oppure, può verificarsi il caso in cui quella menzogna contribuisca ad aumentare lo status personale o sociale (m3). Si può essere portatore di una di quelle categorie sopramenzionate di menzogna svolgendo una attività politica di rappresentanza (m4), oppure, e questa sembra la situazione dove maggiore dovrebbe essere la pena inflitta, si può essere portatori di una di quelle categorie di menzogna nella condizione di piena funzione di uno dei ruoli istituzionali e/o direzionali (m5), con particolare gravità quando questi avvengano nel contesto di alte istituzioni di diritto pubblico, quindi a diretto impatto sulla vita della collettività sociale (m6).

Oscar Giannino, ex, ormai, Leader del movimento politico «Fare per Fermare il declino», ha mentito e reiterato una menzogna sulla sua titolazione accademica nelle materie economico-giuridiche; nonostante le sue competenze tecniche siano effettivamente paragonabili a quelle necessarie al conseguimento di quei titoli immeritatamente esposti. Le prove di questa competenza non istituzionalizzata ma effettiva sono ampie e insindacabili. Rimane la menzogna, secondo chi scrive del tipo c5-m4. Grave ma innocua dal punto di vista sociale, politica e istituzionale.

Limitandoci speculativamente al solo ambito della rappresentanza politica ed istituzionale, esistono categorie di menzogne e contesti esecutivi ben conosciuti e praticati che, per usare un sostantivo sintetico e significativo, hanno determinato il DECLINO della nostra Nazione. Un declino ancora lontano dalla fine e con possibilità di ripresa ben difficili da pronosticare. Alcuni esempi.

Se un candidato premier, o meglio, leader di una coalizione con premier ancora da definire, promette di togliere una imposta, nella fattispecie l’Imposta Municipale Unica (IMU), grazie ad un accordo già raggiunto con la Confederazione Svizzera e questo accordo non esiste, anzi, viene smentito, la menzogna sembra grave e si configura di tipo c7-m5.

Se il leader di un movimento politico, uso al comizio di piazza, promette, in caso fosse chiamato a governare, di estendere diritti a tutti, elargire risorse e fondi senza mai rispondere in modo puntuale a domande volte a investigare dove quelle risorse debbano essere trovate, allora sembra configurarsi l’ipotesi di promesse consapevolmente poco verosimili al fine ultimo di modificare l’atteggiamento e le convinzioni del potenziale elettorato, sfruttando l’incapacità di questo a controllare informazioni e fonti e sottrandosi a quel controllo diretto attraverso la denigrazione iterata dell’avversario. Quindi, pare che le coordinate della menzogna debbano essere collocate in c6-m4.


Se un leader di una coalizione politica per sua natura ideologicamente poco omogenea con quella coalizione ha già avuto esperienze di governo, terminate proprio per via di una incapacità a tenere coesa e in rotta le varie istanze interne, incapaci di convergere sullo steso punto, ma nonostante questo decida di riproporre all’elettorato quella stessa coalizione, sfumando il riproporsi delle stesse divergenze interne, magari attraverso un appello alla fiducia “contra personam”, allora sembra che la tipoligia di menzogna possa essere di tipo c7-m5.

In definitiva, il peso della menzogna, il suo effetto reale, pratico, sociale, dovrebbe essere un criterio necessario e sufficiente per formare nella coscienza individuale dell’elettore, l’immagine corrispondente alla credibilità dei candidati potenziali. Nella misura in cui ogni singolo elettore è in grado di attribuire un progressivo livello di gravità alla menzogna, quindi condanna e censura elettorale, la società civile esprime il differenziale tra “qualità” della stessa (società reale) in rapporto alla “qualità” della classe politica. E’ solo quando questo differenziale si amplia, che la società civile attribuisce in modo improprio la responsabilità del malgoverno, quindi delle difficoltà economico-sociali, alla classe politico-dirigenziale. Si tratta di un transfert di responsabilità gestito dalla propria coscienza che si sottrae alle responsabilità civiche. In questo caso – ovvero in caso di “chiamata alle urne” – l’agenda politico-elettorale tende sempre ad allontanarsi in modo proporzionale dai reali problemi del cittadino, configurandosi come una lotta del tipo homo homini lupus, dove responsabilità soggettive vengono negate e responsabilità collettive rimpallate, mentre gli strumenti e i mezzi per raggiungere il consenso elettorale sono svuotati di ogni senso etico e morale.

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