Padrino, baciamo ancora le mani a voscenza

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New York. Francesco Calì, 49enne di Brooklyn, origini palermitane, nel corso d’una riunione segreta avrebbe rinunciato di recente a diventare il boss dei Gambino, una delle cinque famiglie mafiose che, sin dagli anni trenta,  per volontà del famigerato Lucky Luciano gestiscono gli affari criminali negli Usa. “Non ho bisogno dei soldi, portano mali di testa”, pare abbia detto motivando il rifiuto. E’ la Cosa nostra americana, e l’immagine d’un’assemblea fra capibastone tenuta in un sottobottega di Little Italy evoca inevitabilmente il romanzo di Puzo e il film di Coppola, col loro corollario di whisky, Cadillac, sigari, mitragliatori Thompson e borsalini, i cappelli a tesa larga dei gangster. Echi che si fatica a credere non siano solo suggestioni culturali. Invece i padrini esistono ancora, e tocca baciar loro le mani, per non ritrovarsi nel letto una testa mozzata di cavallo ad inzuppar col sangue le lenzuola. Per questo occorre sempre parlarne. Specie se ieri era il 19 luglio. *** Leggete ‘padrino’ su unaparolaalgiorno.it

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