Il collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico parla di Attilio Manca

Tostato da

image

E’ un fiume in piena Carmelo D’Amico, ex capo militare della famiglia barcellonese di Cosa Nostra ed oggi collaboratore di giustizia.
D’Amico, che nel recente passato è stato ascoltato come testimone chiave del processo “Gotha III” che ha rivelato i retroscena della mafia barcellonese e la connivenza tra questa, la politica e la massoneria deviata e al processo sulla trattativa Stato mafia, avrebbe nei giorni scorsi depositato presso il Tribunale del Riesame di Messina un verbale in cui parla della morte dell’urologo barcellonese Attilio Manca, avvenuta nel 2003 a Viterbo dove prestava servizio presso l’Ospedale Civico Belcolle.

D’Amico avrebbe rivelato come tramite l’avvocato Saro Cattafi Manca venne contattato per operare alla prostata in una clinica privata di Marsiglia il boss latitante Bernardo Provenzano e successivamente eliminato per il pericolo che quest’ultimo fosse stato riconosciuto dall’urologo.

D’Amico avrebbe appreso che Manca sarebbe stato ucciso da “u calabrese”, un ufficiale dei servizi abile nel far sembrare come suicidi quelli che erano a tutti gli effetti omicidi.

Notizie che se venissero confermate aggiungerebbero un importante tassello alla storia finora oscura dell’ultimo periodo della latitanza di Provenzano e confermerebbero indirettamente l’esistenza di una trattativa tra apparati deviati dello Stato e Cosa Nostra, rendendo giustizia ad una famiglia che non ha mai creduto alla storia del suicidio mediante assunzione di un mix di tranquillanti ed eroina sostenuta dalla Procura di Viterbo.

Per avere ulteriori informazioni dovremo attendere l’evolversi della vicenda nella speranza che venga finalmente fatta luce su uno dei più oscuri misteri della cosiddetta Seconda Repubblica.

 

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!