Berlusconi prepara la fuga? Non lasciatevelo scappare

Tostato da

Silvio Berlusconi prepara le valigie e ordina ad uno studio legale di Ginevra di stilar per lui un elenco dei paesi che potrebbero garantirgli asilo e proteggerlo dall’estradizione nel caso in cui una eventuale condanna definitiva gli apra le porte di Regina Coeli. E’ quanto s’apprende in queste ore informandosi sul web. L’ipotesi principe sarebbe il Nicaragua di Ortega, già rifugio sicuro di brigatisti e delatori: parrebbe che il paese sudamericano sia leader indiscusso nel nuovo business dell’ospitalità ai latitanti.

Un posto sicuro dove trascorrer gli ultimi anni, come già fece anni or sono l’amico e mentore Bettino, scegliendo le spiagge bianche della Tunisia. Sembrerebbe pertanto che il paventato pericolo di fuga, più che infondato o da provare, nemmeno sia palese, ma addirittura noto a tutti, e tale da non sostanziare nemmeno più un pericolo ma, paradossalmente, una ragionevole certezza.

Ragionar da profani, pur non assoluti, in punta di diritto non è semplice. Ma il pericolo di fuga non è forse uno dei requisiti che potrebbero giustificare l’applicazione, da parte della magistratura, di misure come la custodia cautelare, l’obbligo di dimora, il piantonamento o il ritiro del passaporto? E’ forse da sottovalutare l’enorme influenza della personalità dell’ex Presidente del Consiglio, in grado (fatto già provato con la vicenda Ruby, e parrebbe da ultimo, ma è da provare, con l’affaire kazako) di piegare ai propri voleri la macchina burocratica dello Stato? E’ forse da sottovalutare la presenza di uomini di sua provata fiducia ai vertici dello Stato, in posizioni tali da renderli all’occorrenza in grado di sovrintendere ed influire sui meccanismi che dovrebbero portare ad un suo eventuale arresto?

Ho timore che sia vero, che non si tratti del chiasso dei blog e dei social network. Il pericolo di fuga non è infondato, e anzi m’appare concreto: Berlusconi potrebbe abbandonare il Paese da un momento all’altro per sottrarsi ad un arresto ogni giorno più probabile. In questi ultimi vent’anni, esercitando con ogni forza il proprio diritto alla difesa, dichiarandosi vittima del sistema giudiziario, apostrofando in ogni maniera i magistrati, producendo da capo del governo, per sé, leggi che hanno depenalizzato, accorciato, liquefatto i reati di cui era imputato, non presenziando in aula ai propri processi se non in rarissime occasioni, lodando in più d’un occasione pubblica la scelta di Craxi di darsi uccel di bosco, il Cavaliere ha dimostrato di raccogliere in sé tutte le antonomasie, le caratteristiche, gli idealtipi che sono propri di chi vuol sfuggire alla Giustizia ed alle sue decisioni, ai suoi esiti e, in ultima istanza, al carcere.

Non so con certezza – e si badi: in pochi lo sanno, il diritto non è matematica e i suoi custodi son tanti quanti gli interpreti – quali garanzie la legge offra a un imputato che sia anche parlamentare; non so con certezza nemmeno di quali strumenti i magistrati si possano servire, in casi come questo. Ma da semplice cittadino, che pago le tasse e mi fermo col rosso, ritengo che il pericolo di fuga sia assolutamente da sventare. Ne va della nostra reputazione internazionale. Ne va del senso stesso dello Stato e delle istituzioni. E, fatto ancor più grave, ci impedirebbe di fare i conti col passato. Farebbe del male alla nostra memoria.

Non lasciamo che sia un’altra Ustica, un’altra Diaz, un’altra Hammamet. Facciamo che per una volta le vicende del nostro disgraziato paese non assumano contorni sfumati, che le questioni cruciali non si perdano sottotraccia, che le cose una volta tanto siano limpide. Non lasciamo che succeda. Facciamo giustizia. Non lasciatevelo scappare.

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

da Società

festa-del-lavoro-primo-maggio-2016-analisi-seo-festa-dei-lavoratori-480x400
1 Maggio

da Avanguardie

villa
Teatro in Pillole

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!