Decidere oggi l’Energia di domani
Tostato da Angelo Bruscino
La chiamano sindrome di Nimby e coglie chiunque voglia impianti di produzione e infrastrutture energetiche dappertutto, tranne che nel proprio territorio.
Colpisce tanti, specie nell’utlimo periodo, ma evidentemente non Ugo Leone (intervento su Repubblica Napoli del 16 Marzo scorso dal titolo “l’Assurdo Nucleare”), docente di Politiche ambientali e presidente del Parco del Vesuvio. Il professore infatti non si limita a dire no al programma di costruzione delle centrali atomiche nel nostro Paese, ma presenta dati e alternative concrete. Leone non cavalca l’onda emotiva sollevata dallo tsunami giapponese, perché – a parte l’aspetto sicurezza, a parte le scorie da smaltire – il suo “no” é giustificato dal fatto che si può fare altrettanto e in altro modo.
“La scelta del nucleare,” afferma il Professore, “non ha senso, perché i 15-20 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Tep) che ci attendiamo dalle nuove centrali elettriche si possono produrre da altre fonti e con una spesa enormemente più ridotta.” Come? “Non solo con la scelta più coraggiosa di solare ed eolico, ma anche con il ricorso deciso al troppo trascurato giacimento costituito dal risparmio. Un risparmio che significa razionalizzazione degli usi finali dell’ energia e lotta agli sprechi”.
É l’ambientalismo che preferiamo. Siamo dell’avviso che dire solo no, sempre e comunque, non ha senso. L’energia, dicono gli studiosi, è l’elemento che ha consentito di sfruttare le forze della natura dando origine alla storia delle civiltà. Se la presenza dell’uomo sul pianeta sarà possibile anche in futuro, aggiungono, dipende da quanta (e quale) energia avremo disponibile.
Possiamo risparmiarla, come suggerisce Leone, di certo non potremo mai farne a meno. L’energia è il fronte sul quale le risposte della tecnologia sono più determinanti per il benessere dell’umanità, secondo per importanza solo a quello della salute.
In attesa di avere le soluzioni giuste per risolvere il tema della sicurezza del nucleare, alla tecnologia dovremo chiedere anche risposte al problema dello stoccaggio dell’elettricità, atteso che sole e vento restano fonti soggette a instabilità e precarietà delle produzioni, perché condizionate dalle mutabili condizioni atmosferiche e meteorologiche.
Il risparmio di energia, si dice, è la prima fonte pulita e rinnovabile di cui disponiamo. Certo, assieme ai nostri consumi, dovremmo rendere efficienti i sistemi con cui gestiamo produzione e distribuzione della corrente elettrica, risparmiando tutta l’energia che disperdiamo in vario modo lungo le reti.
Non é finita qui. Ci sono altre forme di produzione da cui potremmo ricavare un contributo importante per il nostro fabbisogno, prima fra tutte: la geotermia. Più costante di sole e vento, praticamente inesauribile. Ma il solo annuncio, l’intenzione degli scienziati di effettuare sondaggi nei Campi flegrei per studiare ipotesi di sfruttamento dei fluidi geotermici, provoca la puntuale sollevazione “emotiva” di accademici e comitati di quartiere.
E’ l’ambientalismo del no, sempre e comunque. Quello che non ci serve.
Angelo Bruscino













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