Amministrative, come dire NO ai manifesti elettorali abusivi
Tostato da Simone Aversano
Questo maggio sarà per gran parte d’Italia un mese di campagna elettorale, votazioni, liste, candidati e ballottaggi. A maggio, per l’esattezza i prossimi 15 e 16, diverse province ed oltre cento comuni saranno chiamati a rinnovare le rispettive amministrazioni. C’è spazio per tutti, dai comuni più piccoli ad altri più significativi come Napoli.

Il colmo: manifesti elettorali che richiamano l'attenzione su Ambiente e Legalità affissi abusivamente (foto BCR Magazine)
Napoli, capoluogo partenopeo, ma da sempre anche la capitale dell’attacchinaggio abusivo di manifesti elettorali. Facciotti e slogan che ricoprono letteralmente di carta colorata e colla muri e strade di interi quartieri, foderando la vista di migliaia (milioni) di persone vessate più che dalle elezioni in sè proprio da questa corsa all’ultimo manifesto. Come se la sostanza del perchè un candidato debba essere votato possa essere tutta concentrata in una scritta ed in un colore piuttosto che in altri.
Una piaga, quella dei manifesti elettorali abusivi, che non colpisce allo stesso modo tutta l’Italia (è anche una questione di cultura) ma che comunque riguarda il nostro Paese in quanto tale, e non solo noi. Tuttavia, solo noi in Italia abbiamo predisposto un condono apposito anche per questo, visto che noi siamo appunto la Repubblica dei condoni. L’ultimo Decreto “Milleproroghe”, infatti, ricalcando il suo omologo del 2009 dedicato alle elezioni regionali dell’anno passato, ha ripreso quella norma odiosa secondo cui qualsiasi partito o movimento politico si sia reso responsabile di manifesti a carattere elettorale affissi abusivamente potrà vedersi sanata ogni irregolarità ed evitare persino cause civili ed amministrative pagando una tantum la modica cifra di 1000 euro. Mentre i vostri occhi stanno balzando fuori dalle orbite per attaccarsi rabbiosi allo schermo del PC, vi facciamo notare che tra l’altro 1000 euro sono una somma irrisoria non solo per l’entità dei danni causati su vasta scala dai partiti con i manifesti abusivi, ma soprattutto rispetto alla spesa mastodontica che proprio i partiti investono per la campagna elettorale. Per non parlare poi del fatto che l’IVA sul materiale da campagna elettorale è ribassata al 4% (e noi paghiamo).
Contro l’attacchinaggio abusivo, quindi, non si può fare pressochè nulla. Al massimo, le froze dell’ordine che si trovassero a sorprendere degli attacchini mentre affiggono manifesti elettorali abusivi potrebbero multarli, ma questo in molti casi sarebbe una beffa visto che chi si presta ad affiggere manifesti irregolarmente è spesso di estrazione sociale bassa e lo fa per racimolare qualche soldo in nero in cambio di un semplice voto al politico (datore di lavoro) di turno. Mentre i veri responsabili di tutto ciò, ossia politici e partiti, rimarrebbero comunque indenni.
L’unica cosa che si può fare, quindi, è darci dentro con i new media. Social network e siti di informazione, oltre a blog ed altre piattaforme, possono se non altro sensibilizzare i cittadini rispetto a questo problema, ed in alcuni casi mettere i candidati con le spalle al muro, costretti a rendere conto di quell’infestazione compiuta attraverso i loro facciotti tutti sorridenti.
Iniziative a carattere locale già se ne vedono. Ne segnaliamo in particolare due, una sintonizzata su Facebook e l’altra su un sito di citizen journalism. A Benevento e provincia, il giornale partecipativo online BCR Magazine ha infatti lanciato l’iniziativa della raccolta delle foto ai manifesti abusivi scattate direttamente dai cittadini, che in questo modo hanno la possibilità di sentirsi tutori dell’ordine e del rispetto delle regole durante la campagna elettorale. Tutte le foto raccolte vengono poi messe online in tempo reale in un apposito album fotografico sulla pagina Facebook del giornale, e nelle foto vengono taggati i politici in qualche modo responsabili dell’attacchinaggio abusivo. Altra iniziativa è quella condotta su Napoli dal sito di citizen journalism NapoliUrbanBlog, che ha aperto una sezione apposita dove vengono continuamente aggiunti, anche con la partecipazione degli utenti, nuovi video e foto dalla giungla elettorale abusiva.
Simone Aversano













Percorsi formativi ad Hangzhou, Cina. Borse di Studio disponibili per l'estate 2012


to “Amministrative, come dire NO ai manifesti elettorali abusivi”