Berlusconi spara sulla scuola pubblica

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Berlusconi torna ad attaccare deliberatamente le colonne portanti del nostro Paese. Questa volta il bersaglio è stato la scuola pubblica. Il premier, ha spiegato che i genitori devono scegliere “ quale educazione dare ai loro figli e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia”. L’odio per Berlusconi verso la scuola pubblica ha origini antiche, nel ’94 aveva fatto un discorso dagli stessi contenuti. Il Cavaliere non riesce a  trattenersi dal lanciarsi in accuse forti e basate su idee assolutamente personali e inutili al fine di costruire un’Italia migliore. Il problema è che, indipendentemente dalla sua posizione politica, non è neanche in grado di suggerire soluzioni adeguate ai problemi inesistenti che secondo lui affliggono il Paese. Il suo ultimo attacco lo dimostra: demolendo la scuola pubblica a favore di quella privata, non verrebbe risolto il suo problema, peraltro tutto da dimostrare, dell’educazione ideologizzata, ma si creerebbe solamente un sistema scolastico di serie B e uno di serie A. Berlusconi, ha dimostrato, ancora una volta, di aver parlato solo per farsi notare e non per risolvere un problema, non ha infatti pensato che, se la scuola si tramutasse secondo le sue volontà, i genitori meno abbienti non potrebbero comunque decidere quale educazione dare ai propri figli, sarebbero costretti a mandarli in una scuola pubblica completamente sfaldata e sicuramente poco edificante, mentre i genitori più abbienti porterebbero, vista la condizione disastrosa in cui si trasformerebbe la scuola pubblica, i figli in una scuola privata dove, probabilmente, verrebbero inculcate ideologie e valori diversi da quelli della famiglia.

Dura ed immediata la replica dell’opposizione: “Le parole di Berlusconi sulla scuola pubblica sono un ignobile attacco, privo di qualsiasi giustificazione reale. Il capo del governo dovrebbe difendere e valorizzare il pilastro educativo del Paese, non additarlo come esempio negativo. Queste parole – ha continuato Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera – aiutano a comprendere la vera missione che il governo ha portato avanti in questi anni: tagliare i fondi alla scuola pubblica per aiutare quelle private. L’istruzione pubblica è un valore costituzionale da difendere e ampliare. Berlusconi chieda scusa a tutti gli insegnanti, che, pur in condizioni difficili, continuano a svolgere egregiamente il loro ruolo”.

Insorge anche l’Unione degli studenti che definisce le parole di Berlusconi “immonde e indegne” e prosegue dicendo: “Siamo stanchi di questo governo che taglia miliardi alla scuola pubblica e se ne vanta, mentre migliaia di docenti precari non trovano lavoro, mentre si abbassa il livello della formazione, mentre centinaia di migliaia di studentesse e studenti vivono il dramma di tasse, trasporti, libri di testo che hanno costi elevatissimi”. Contemporaneamente Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, annuncia, per il 6 maggio, uno sciopero generale e afferma che ci troviamo davanti adun ulteriore attacco ai valori della Costituzione: appare chiaro come le controriforme della Gelmini mirino unicamente a distruggere l’istruzione pubblica e la libertà nelle scuole e nelle università pubbliche. Un presidente del Consiglio e un governo moralmente impresentabili non hanno alcun diritto di attaccare il diritto allo studio e la dignità dei docenti

Il Premier vede comunisti ovunque e, preda del suo delirio di onnipotenza, vuole fare di tutto per eliminarli, per riuscire a creare un Paese nel quale viga la sua personalissima idea di libertà (parola con la quale troppe volte, a sproposito, si riempie la bocca) che si basa sulla possibilità di agire al di fuori delle leggi e al di fuori del bene dei cittadini.

Andrea Ciccolini

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to “Berlusconi spara sulla scuola pubblica”

  1. mely65 scrive:

    A questo punto ritengo che Berlusconi dovrebbe essere costretto alle dimissioni, visti i suoi continui sproloqui sulla Magistratura e sulla scuola pubblica. Come, prima, attraverso la Gelmini che, come tutti sanno, fa parte della cerchia dei suoi lacchè, opera tagli nella scuola pubblica e poi vuole il bonus per chi sceglie di mandare i figli alle scuole private, cosa assolutamente antidemocratica perchè favorisce solo i ricchi?
    La verità è che Berlusconi vuole fare dell’istruzione un lusso per pochi eletti, e questo perchè il suo scopo è farci diventare un popolo di ignoranti per meglio adddomesticarci e fare in modo che ci beviamo tutte le fesserie che fuoriescono dalla sua bocca …
    Perchè invece non crea un bonus per i libri di testo delle scuole medie inferiori dove, trattandosi di un ciclo che rientra nella scuola dell’obbligo, dovrebbero essere forniti gratuitamente, come accade in molti Paesi?
    Perchè non fa in modo che le scuole private vengano utilizzate come strumento per fare dei bei controlli fiscali, nella fattispecie per verificare se le spese sostenute per mandare i figli in tali scuole sono compatibili con i redditi dichiarati?
    Per fare un esempio: com’è possibile che gente che dichiara redditi inferiori a 10.000 euro l’anno possa poi spenderne 3.000 (sempre l’anno) per la scuola privata del figlio?

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