Liberiamoci da questa classe politica

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Il 25 aprile 2011 è un 25 aprile speciale. Siamo nel corso dell’anno numero 150 dall’Unificazione dell’Italia, quindi è un po’ come se questa Festa della Liberazione valesse doppio: da un lato il significato simbolico in sè di questa ricorrenza, dall’altro un simbolico ritornare con la mente ad un’altra liberazione che il nostro popolo ricevette, quella dalla divisione territoriale e dalla frantumazione socio-economica.

Ma in questo giorno di festa, forse la cosa più importante è evitare di perdersi in inutili e vuote parole di retorica tutta italiana. Ed allora si deve subito dire che non c’è mai stata una effettiva liberazione del nostro Paese dalla frantumazione e segmentazione socio-economica. Nè c’è mai stata davvero un’Unità d’Italia effettiva, e lo si è visto il 17 marzo scorso già soltanto a voler ascoltare le ragioni contrapposte di chi voleva il giorno di festa rosso sul calendario e chi no, ma soprattutto tra chi voleva festeggiare ed ha festeggiato e chi fin da subito si è dichiarato astenuto. “No grazie, non fumo”.

E allo stesso modo, dobbiamo interrogarci, al di là delle ricostruzioni storiche pur utilissime, sul se ci sia veramente stata una Liberazione per il popolo italiano dall’oppressione dittatoriale, vuoi del nazi-fascismo vuoi di altri altrettanto spaventevoli soggetti. La risposta, proprio per evitare retoriche, ve la diamo subito: no.

Basta osservarci intorno, ricongiungere i fili rossi delle tantissime notizie di politica, cronaca giudiziaria, economia, società e quant’altro vengono sfornate quotidianamente e che noi tutti leggiamo ed ascoltiamo. Basta mettere assieme i pezzi del puzzle, novelli Mazzini o Garibaldi, per vedere venir fuori un quadro a tinte fosche, che sono talvolta più scure del nero fascista.

Il nemico c’è ancora oggi, l’oppressore è rimasto avvinghiato ai vasi sanguigni della democrazia ma soprattutto della libertà. Chi ci calpesta in dignità e diritti è nel nostro suolo, sulla nostra terra, accanto a noi e molto spesso sopra le nostre teste. E’ una classe politica inadeguata, sprecona ed impunita il nuovo spauracchio nazi-fascista da abbattere, dalla cui presenza liberare l’Italia.

Una classe politica sempre la stessa da oltre vent’anni (per lo meno il fascismo durò solo due decenni) che siede negli scranni della rappresentanza istituzionale del Paese con l’intento, neanche troppo velato, di farsi leggi a proprio piacimento, a tutela della casta. Politici ignoranti, impreparati e assolutamente inadeguati per le competenze tecniche richieste per essere parlamentari, sindaci, presidenti di provincia o di regione, ministri o semplici consiglieri comunali. Uomini e donne colpiti da inchieste e processi della magistratura, “e quanti non vengono mai beccati, prof?”, chiedeva al professor Robert Redford il suo studente universitario nel film Leoni per Agnelli. Individui che tagliano le tasse per loro stessi, condonano persino le illegalità più dannose pur di non pagare, e se poi non riescono a condonare trovano sempre un popolo superficiale e distratto che fa loro credito, illudendosi che qualcuno alla fine pagherà.

L’oppressore nazionale moderno è quella piovra che ha trasformato i giovani italiani in eterni precari.

E alla fine non paga nessuno. Nessuno, per lo meno, di chi è diretto responsabile delle magagne compiute, commesse ai danni della gente qualsiasi (non per questo essa stessa indenne da critiche e responsabilità per come vanno le cose). Pagano invece gli onesti, quelli che non si fanno fare raccomandazioni per i concorsi pubblici, quelli che non rubano nei supermercati nè li costruiscono rubando (citando De Gregori), quelli che studiano studiano studiano pur sapendo che non avranno diritto ad una pensione, quelli che semplicemente ci credono in un’Italia diversa, quelli che ancora votano perchè si fidano e quelli che non hanno mai votato perchè da quando avevano 18 anni sono costretti alla disillusione, quelli che per quarant’anni hanno lavorato per quattro soldi senza mai violare una sola legge e si ritrovano con una pensione da fame e i fgli a carico che metteranno su famiglia non prima dei 35 anni.

Buona Festa, Italia. Auguri di pronta liberazione dagli oppressori di oggi.

Simone Aversano

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to “Liberiamoci da questa classe politica”

  1. “LA NUOVA RESISTENZA 25 APRILE 2011″.
    FESTA DI LIBERAZIONE DAL LAVORO PRECARIO
    NASCE IL MOVIMENTO CHE SI OPPONE ALLO SFRUTTAMENTO DEL LAVORATORE PRECARIO

  2. Infermieri precari pugliesi raggirati e sfruttati come Pulcinella
    Alla Vostra cortese attenzione,
    Il Ministro Brunetta dice che vi sono Italiani peggiori e che questi sono i precari che hanno il coraggio d’irrompere in ogni modo affinché si frantumi la condizione d’omertà e affiori la condizione di disagio di molti giovani e già quarantenni.
    Questi peggiori Italiani sono anche gli infermieri precari (in tutto quasi 3000) che nella Puglia a fine giugno andranno a casa, per il raggiungimento del limite dei 36 mesi previsti dalla 368/01.
    Detto limite impone di diritto la trasformazione del rapporto di lavoro dei precari in presenza di molteplici proroghe e del superamento dei 36 mesi di lavoro precario con lo stesso datore.
    Ma ciò non accade e raggirando la norma Italiana e la direttiva Europea 1999/70/CE, si assiste perennemente all’interruzione ovvero trasformazione del rapporto di lavoro pochi giorni prima dei 36 mesi prescritti, nonostante vi siano state più proroghe, e la carenza d’organico non sia scomparsa.
    La cronica carenza di personale sanitario, e il raggiro di norme imperative, provocano un ciclico sfruttamento di professionisti precari della durata di 36 mesi, con gravi conseguenze sulla qualità delle prestazioni sanitarie erogate, causa di comprensibili errori e mala-gestio della cosa pubblica.
    Al Ministro BRUNETTA che ha saputo contenere la spesa pubblica solo con il taglio del personale precario, noi infermieri rispondiamo a suon di ricorsi, chiedendo così come ha fatto la Codacons sulle classi sovraffollate (che ha ricevuto il via libera dal Consiglio di Stato sulle scuola-pollaio), il riconoscimento dei nostri diritti, come meglio chiarito nel blog (http://precariesenzalavoro.blogspot.com/ )
    Dunque ci auspichiamo che a breve anche in Puglia si possa respirare aria di cambiamento, e possa esplodere la primavera dei diritti dei lavoratori, e che quindi nelle more della fruizione del diritto delle ferie estive, si possa veder applicato fino in fondo le norme a difesa del lavoro precario, senza raggiri alcuni.
    Si allega nota a firma di sigle sindacali che tentano in data 10 giugno una mediazione con l’ azienda sanitaria Bari, al fine di evitare i livelli assistenziali.
    Ci auguriamo che questa volta i sindacati, oltre ad occuparsi del buon funzionamento della Pubblica Amministrazione, vogliano anche lottare per i diritti dei lavoratori, e scongiurare il rischio che nuovi infermieri , diventino precari per 36 mesi al posto di quelli mandati a casa, come avvenuto già il 21.03.2011 con l’unanime consenso dei signori sindacalisti locali, a chi sfortunatamente ha raggiunto il traguardo dei 36 mesi.
    E’ strano che manchi una vera opposizione a questo subdolo sfruttamento legalizzato assecondato dalle sigle sindacali locali.
    Cordialmente,
    Domenico CIRASOLE
    Il movimento “La nuova resistenza 25 aprile 2011”
    http://precariesenzalavoro.blogspot.com/
    cirasole.do@libero.it

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