Referendum nucleare, appello a Napolitano per tutelare il diritto al voto

Tostato da

Un livello molto alto di ipocrisia e, contemporaneamente, molto basso di senso democratico, l’ha toccato Berlusconi che ha presentato la moratoria per eliminare dal referendum il quesito nucleare (leggi l’articolo QUI) e, poco dopo, senza vergogna, ha affermato “se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni”. Il Cavaliere ha dimostrato, ancora una volta, che il giudizio del popolo, che comprende anche i suoi amatissimi elettori, gli interessa poco e pur di raggiungere i suoi obiettivi è pronto ad aggirarlo con qualsiasi trucco.

Per fortuna, l’opposizione, qualche volta, emette dei vagiti vitali e cerca di contrastare l’avversario. Questa volta è il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che prova a fermare la truffa berlusconiana del referendum chiamando in causa Giorgio Napolitano, che, spoiega l’ex magistrato, nella veste di Presidente della Repubblica, è l’unico in grado di fermare il raggiro ai danni dei cittadini. “Stiamo già scrivendo la nostra memoria per la Corte. La Cassazione potrà esprimere solo un pronunciamento di merito. Solo Napolitano – continua a spiegare Di Pietro – potrebbe sbarrare la strada alla truffa del premier che fa approvare un decreto legge in cui annuncia la moratoria sul nucleare e subito dopo dichiara che è solo un espediente per non far votare gli italiani e che il suo governo, scavallato il referendum, darà il via libera alle centrali. Questo è un atteggiamento incostituzionale, si vogliono privare i cittadini del diritto al voto. Per questo io chiedo al Capo dello Stato di rinviare indietro la legge truffaldina dichiarandola non promulgabile”.

Il capo dell’Italia dei Valori, intervistato da Agl, sull’approvazione del regolamento della par condicio da parte della Commissione di Vigilanza, ha detto: “Meglio tardi che mai verrebbe da dire, resta l’amarezza per i trucchi per arginare il voto parlamentare e resta l’amarezza per la scarsa considerazione del corpo elettorale e dello stato di diritto. Siamo di fronte a un regime dittatoriale che sta svuotando tutti gli strumenti della democrazia. Per questo continuo ad appellarmi al Capo dello Stato. Chi, se non il garante della Costituzione, dovrebbe intervenire?”.

Andrea Ciccolini

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!