La Napoli sognata solo con gli occhi chiusi

Tostato da

Per immaginare il futuro di solito bisogna tenere lo sguardo puntato sul presente. Napoli, però, così come per tanti altri fattori, fa eccezione: per immaginare il domani di questa città bisogna stringere forte le palpebre e forse anche i denti e i pugni e lanciarsi con la mente oltre l’immediato, per immaginare strade senza buche, senza cumuli di immondizia, senza sosta selvaggia, per immaginare un territorio governato dallo stato e non dall’anarchia e dall’improvvisazione, dove si rispettino le regole, dove la prima certezza è quella di avere dei diritti e dei doveri (entrambi da rispettare): una città abitata da “Europei” e non da cittadini di serie C, tacciati di essere colpa e fonte di ogni male.

Un luogo, dunque, dove emergono anche le straordinarie positività che si consumano nelle stesse strade dove si vuole e si sa solo raccontare il malcostume; un luogo dove le iniziative meritorie di uomini eccezionali noti e sconosciuti diventano esempio positivo da portare avanti; una città dove il racconto giornaliero del vissuto inizi a parlare di speranza e fiducia nel domani; dove i giovani, per primi e con le proprie mani, si sentano coinvolti nella costruzione del loro domani, iniziando a ripopolare un territorio che vede sempre più transfughi, perché rappresenta da troppo tempo una realtà che non piace più a nessuno.

Immaginare la Napoli del domani mi rendo conto che è molto difficile, dopo le tante promesse disattese, gli impegni mancati, le energie sprecate… eppure questo è il momento per fare un ultimo e doveroso sforzo, per non arrendersi, per ritrovare coraggio, per alzare lo sguardo e allontanarlo dai cumoli di “monezza” che giacciono per strade, per ripensare ad una città che già oggi è stata, nonostante tutto, individuata dalle forze militari della Nato come lo snodo per tutto il bacino del Mediterraneo. Una città che deve e può diventare la prima in Europa per i rapporti con l’Africa ed il Medio Oriente, sede della nuova e avanzata politica e cultura che sta cambiando e cambierà in maniera radicale il mondo: Napoli potrebbe diventare l’HUB socio-politico-culturale che riapre una stagione di progresso e democrazia solo sognata e profetizzata da economisti e politologi.

Quante speranze, quanti sogni si fanno con gli occhi chiusi, ma per realizzare il futuro bisogna che tutti li aprano, che tutti si imprimano forte nella mente e nel cuore questa brutta immagine di Napoli, di una città perduta, sporca, senza forza e all’apparenza povera di talento, perché per non vederlo più questo “Bellissimo cadavere barocco”, come lo definiva Josep Piera, non dobbiamo mai dimenticare che ad ammazzare Napoli siamo stati noi.

Per cambiare il destino che molti vedono già scritto, dimenticando che noi ne siamo gli artefici, bisogna iniziare a pensare e a lavorare, nel nostro piccolo, come piccole gocce di uno stesso mare; per migliorarci, per essere noi stessi simbolo e portatori di quei valori che non professiamo semplicemente, ma mettiamo in pratica con azioni quotidiane, diventiamo noi stessi onda di cambiamento, testimonianza della città che verrà. E soprattutto oggi più che mai, alla vigilia di quella grande opportunità e scommessa che è il voto, guardiamo in faccia le persone alle quali vogliamo affidare il nostro futuro e pensiamo con la nostra testa, perché è nel gesto più semplice, che è quello di dare fiducia a qualcuno, che si nascondono i semi di quel futuro che fino ad oggi solo ad occhi chiusi abbiamo potuto immaginare.

Angelo Bruscino

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!