Napoli ha perso il buon vento…

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Vorrei chiedere a quanti leggono: avete mai lanciato lo sguardo sul golfo partenopeo? Avete mai osato immergervi con la mente nelle profondità delle acque al largo di Castel dell’Ovo, lungo i tratti di Coroglio, fino a Bagnoli, proseguendo con la mente fino alle calette di Nisida o di Bacoli? Avete mai immaginato il rumore delle onde, che nelle notti sembra diventare il canto della mitica sirena che ha dato il nome alla città? Avete mai sognato di vedere veleggiare catamarani sospinti a 30 nodi verso una meta, con equipaggi internazionali, con spettatori che arrivano da tutto il mondo, insieme a telecamere, giornalisti, sportivi e semplici cittadini napoletani e non, pronti ad avere il fiato sospeso o a soffiare forte gli incitamenti sportivi per gonfiare di più le vele dei propri favoriti?

Insomma l’avete immaginato? L’avete sognato?  Quante volte avete veramente creduto che  Napoli ce l’avrebbe fatta, che sarebbe diventata finalmente piattaforma di eventi internazionali, che sarebbe tornata alla sua vocazione vera, di porto, di uomini, di culture, di straordinarie occasioni, che finalmente si fosse riscattata da quella immagine di città perduta?

Beh peccato, sembra che sogneremo ancora, che dovremo vivere ancora di speranze antiche e deluse, il cattivo vento per Napoli non smette mai di soffiare. Non scrivo di colpe o di responsabilità, chiaramente ce ne sono, mi permetto, però, di commentare le grida premature di trionfo, insomma “mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

Anche se, ad onor del vero, c’è da notare qualche timido esempio di collaborazione istituzionale che questa volta c’è stato.

Alla fine non abbiamo saputo essere abbastanza convincenti, non siamo riusciti a ridare credibilità al nostro territorio, troppe incertezze, insicurezze, troppe paure e poca fermezza hanno vinto anche sul buon vento del golfo, che continua a soffiare lontano, forse sta scappando anche lui, chissà, fatto sta che io e molti altri continuiamo a sognare ad occhi aperti questo bellissimo mare solcato da tante occasioni che forse un giorno, un vento più favorevole, riporterà in città, insieme al coraggio e alla responsabilità necessaria a vincere la regata più importante, quella con le vele spiegate verso il futuro.

Angelo Bruscino

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