Papandreou si dimette, Berlusconi nega la crisi e l’Italia s’indigna

Tostato da

Il Partito Socialista greco di Papandreou ora al governo e il partito Nuova Democrazia all’opposizione guidato da Samaras sono vicini ad un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale che permetterà agli ellenici di evitare il fallimento e ricevere la nuova tranche di prestiti dall’ Unione Europea.
Papandreou, secondo le indiscrezioni, avrebbe infatti convocato un vertice a tre con Samaras e Papoulias per formare una nuova coalizione. Solo dopo aver trovato gli uomini giusti l’attuale premier rassegnerà le dimissioni.

Un piccolo passo avanti per uscire dalla crisi che, nonostante sia espressamente negata dai vertici politici nostrani (Berlusconi), fa precipitare sempre di più il nostro Paese nel baratro.
Inoltre, a differenza del Parlamento greco, nel nostro Paese sarebbe cosa più unica che rara vedere il governo rassegnare le dimissioni per non parlare di un vertice con le opposizioni che oltre a non avere una valida alternativa all’attuale premier sono strapiene di correnti interne che litigano un giorno si e l’altro pure.

“Abbiamo i numeri anche stavolta – afferma infatti Berlusconi che non ha la minima intenzione di dimettersi; non si può lasciare l’Italia a Vendola, Bersani e Di Pietro”. Ma allora, cosa dobbiamo fare?
Dobbiamo andare avanti con un governo di buffoni o dobbiamo sostituirlo con un governo già diviso in partenza?
Nessuna delle due.


Direi piuttosto che sarebbe ora di creare un’alternativa, noi che siamo Indignati e che non odiamo la politica come molti vorrebbero far passare dobbiamo andare oltre le piazze e dimostrare che c’è ancora qualcuno che crede nella politica come missione e non come lavoro e che un’Italia migliore può e deve esistere.
Non ci meritiamo né le balle di Berlusconi, né le divisioni delle opposizioni.
Ci meritiamo molto di più, come merita di più chi ha da tempo abbandonato ideologie ormai appartenenti al passato per guardare oltre.

Siamo noi la vera alternativa, non i Renzi o i neopentiti di Futuro e Libertà. Prima o poi tutti questi sepolcri imbiancati che ancora si ostinano a chiamarsi rappresentanti del popolo pagheranno i loro debiti con sessanta milioni di italiani indignati ed incazzati.

Alessio de Angelis

 

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!