L’Anonimo dell’Anno 2011 – Monika e un 2012 con buoni presupposti
Tostato da Maria Lucia Caniato
Tre settimane fa ricevo un’email da una certa Monika: aveva letto il mio annuncio all’università e cercava qualcuno che migliorasse il suo italiano, mentre io, il mio tedesco.
Non mi aspettavo di trovare all’appuntamento una signora di 56 anni; Monika è un’ex- professoressa di biologia, ora in pensione, che adesso studia all’università di Hagen per prendersi una seconda laurea in italiano e storia dell’arte. Vivrà un anno a Roma perché è in Erasmus. Non si sente spesso che una “signora” vada in Erasmus; sicuramente, poi, è una scelta che non possono permettersi tutti, in termini sia economici che, come dire, familiari.
In ogni caso, questa sua decisione, oltre a stupirmi mi ha fatto riflettere su quanto sia importante nella vita non porsi limiti, non arrendersi, credere in un mondo anche solo leggermente migliore e sforzarsi di perseguire ciò che ci sentiamo veramente di fare, che riteniamo giusto per noi stessi. La forza di volontà di ogni persona muove il mondo. Un esempio può essere per l’appunto continuare a studiare, andare a vivere in un Paese straniero, ma mi riferisco anche, anzi in primis, alle piccole decisioni che prendiamo tutti i giorni.
L’Erasmus di Monika, a mio parere, può simboleggiare (e non ovviamente essere paragonato) la mia visione di questo 2011, anno in cui molti degli avvenimenti successi sono accaduti grazie a una chiara volontà delle persone di non rassegnarsi, di provare a dare voce a ciò che sentivano dentro. Ci sono stati dei cambiamenti, oppure ne sono stati gettati i semi, che sembrava dovessero accadere in un futuro ogni volta più lontano. Finalmente si è cominciato a vedere in maniera un minimo critica il sistema socio-economico che regola questa pianeta, sempre più malato di denaro; è stato l’anno della Primavera araba, delle proteste in Spagna contrassegnate dagli slogan “Non apolitici, semplicemente non rappresentati”, che penso sia quello che pensiamo un po’ tutti.
E’ stato l’anno delle proteste in Grecia e Portogallo, dei cosiddetti “Indignati” da New York a Londra, del prima Presidentessa donna nella storia del Brasile, delle recenti proteste contro i risultati elettorali favorevoli a Putin. In Italia, non solo politicamente, penso stia piano piano cambiando qualcosa: nel campo dell’arte, con ad esempio l’occupazione non fine a se stessa del Teatro Valle (e non solo), la nascita dell’associazione Prima Persona. Tutti buoni presupposti per un anno leggermente migliore di questo 2011.














