Anonimo dell’Anno 2011- Bassam Elsaid, un ragazzo di seconda generazione

Tostato da

Nel maggio di quest’anno, ho conosciuto la storia di Bassam Elsaid. Facevo qualche ricerca sul tema delle seconde generazioni e sulla campagna di sensibilizzazione per la modifica della legge sull’acquisizione della cittadinanza da parte dei giovani nati in Italia da genitori immigrati, e la sua vicenda mi colpì. Decisi così di contattarlo per farmi raccontare la sua vicenda e per chiedergli la sua opinione in merito alla questione seconde generazioni. Nacque così un articolo: Stranieri per sempre. Quando l’Europa nega la cittadinanza ai propri figli.

Bassam è nato a Torino nel 1986 da genitori egiziani e per ragioni burocratiche, quando mi raccontò la sua storia, si trovava nella condizione di non poter ottenere la cittadinanza italiana e per questo rischiava, in quanto egiziano, di dover prestare il servizio militare in un paese in cui non era nato né cresciuto. Oggi la sua vicenda si è risolta per il meglio e lui, a 25 anni e dopo mesi di ansie, è diventato cittadino italiano.

Le difficoltà più evidenti che Bassam ha dovuto affrontare sono quelle legate alla legge che attualmente regola l’acquisizione della cittadinanza italiana, ma non sono le sole. Essere un ‘figlio dell’immigrazione’ significa dover imparare a far convivere due lingue, due culture con usi e costumi diversi, insomma significa imparare a far convivere due mondi. È questa una delle sfide più grandi che ogni ragazzo di seconda generazione deve affrontare. Bassam è italiano perché è cresciuto tra gli italiani, ha studiato in questo paese, si riconosce nei valori di questo popolo,  ammira quei personaggi che nelle arti e nella politica hanno fatto grande l’Italia. In uguale misura Bassam è egiziano perché la sua famiglia gli ha trasmesso la cultura e le tradizioni del paese di cui è originaria, in casa parla arabo, e vive con partecipazione le vicende che interessano l’Egitto.

Nel meticoloso lavoro di costruzione della propria identità Bassam a volte ha incontrato persone totalmente impreparate a relazionarsi ad una persona come con lui. Gli è capitato, per esempio, di andare a rinnovare il permesso di soggiorno e trovarsi di fronte una persona che pur leggendo sul documento ‘Nato a Torino’ gli chiedesse alzando un po’ il tono della voce e  scandendo bene le parole “tu ca-pi-sci l’i-ta-lia-no?”.

Ho scelto di parlare nuovamente di Bassam perché lui è l’‘anonimo’ la cui vicenda è simile a quella di tanti altri ‘anonimi’ di seconda generazione. Una giovane realtà italiana che forse si conosce ancora poco e a cui certamente il 2012 dedicherà la dovuta attenzione.

 

Segui questo autore



Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!