Al Forum dei Beni Comuni partecipazione e dibattito
Tostato da Angela Marino
In tantissimi affollano il teatro Politeama, primo luogo di incontro per la lunga giornata di dibattito del Forum dei Comuni per i Beni Comuni di Napoli tenutosi ieri, sabato 28 Gennaio. A salutare “amministratori, movimenti, cittadini e cittadine” ai quali si rivolgeva nel suo appello il Sindaco Luigi de Magistris sulle pagine de Il Manifesto, è proprio la direttrice del quotidiano, uno dei partner del forum.

Presenti tutti gli assessori della giunta comunale, il Vicesindaco Tommaso Sodano, i dirigenti della Fiom, alcuni esponenti di Sel e Prc, associazioni e attivisti.
Norma Rangeri va dritta al punto: riprendersi i beni comuni. Acqua, suolo, energie, ma anche internet e saperi vanno difesi e tutelati. Il referendum del 12 Giugno, che aveva come temi nucleare e acqua pubblica, secondo la direttrice, è stato il segnale che “certe battaglie si possono vincere” e che i cittadini sono presenti, consapevoli e attivi di fronte alle scelte che condizionano la qualità della loro vita individuale e sociale. Anche il diritto all’informazione va difeso, specie dopo un ventennio trascorso sotto la guida di un premier che deteneva il monopolio dei media. A questo proposito, lo stesso giornale della quale è direttrice è in serio pericolo – tra qualche settimana – dice, – potrebbe non esistere più – seguendo le sorti di altri quotidiani che non hanno “padroni né padrini”.
Prende poi la parola l’Assessore ai Beni comuni e alla democrazia partecipativa Alberto Lucarelli con l’intervento il cui titolo è tutto un programma: La disobbedienza dei Beni Comuni. Per i cittadini è legittimo invocare la disobbedienza verso provvedimenti incostituzionali che mettono in pericolo il diritto al lavoro, alla salute e il fondamento stesso del benessere sociale, spiega.
“La Rete dei Comuni per il Bene Comune potrebbe promuovere una campagna di disobbedienza verso gli artt. 4-5 della legge n. 148/2011 che reintroducono processi forzati di privatizzazione dei servizi pubblici locali, determinando de facto il tradimento della volontà referendaria” si legge nella relazione introduttiva all’evento, pubblicata da Il Manifesto.
A seguire i quattro tavoli tematici: Economia del Territorio e degli enti locali; Beni comuni, partecipazione e diritti pubblici; Politiche del welfare, diritti, politiche dei migranti e del lavoro; ambiente e nuovi modelli urbani. I temi sono di grande interesse e le adesioni sono altissime: oltre tremila partecipanti per dibattere, per analizzare, per proporre.
Infine la chiusura dei lavori con: Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Massimo Zedda, Sindaco di Cagliari, Michele Emiliano, Sindaco di Bari.
A concludere l’incontro è il Sindaco di Napoli, per il quale il forum costituisce la premessa per una gestione amministrativa rinnovata. E’ necessario valorizzare i beni comuni, ma soprattutto contrastare dal basso, a cominciare dall’azione degli enti locali, la politica dell’esecutivo Monti che sta operando: “La cancellazione dei beni comuni, legati ai diritti fondamentali, per consegnarli al mercato e alla privatizzazione; la cancellazione del welfare, usato per fare cassa; la spoliazione degli enti locali, su cui si scarica la crisi”. Così scriveva nel suo appello il Sindaco, che non è rimasto inascoltato.
A rivolgersi al primo cittadino di Napoli, in una lettera pubblicata da Il Manifesto è La rete di Democrazia a chilometro zero – nelle cui file sono intellettuali e amministratori come Massimo Cacciari e Alberto Asor Rosa – che chiede: che il Forum del 28 Gennaio sia un esordio, non una replica!














