Un fiocco nero per la Siria: un gesto di solidarietà

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Siamo tutti invitati a sostenere la campagna “Un fiocco nero per la Siria”, promossa dallo scrittore e attivista italo-siriano Shady Hamadi.

Il massacro di civili in Siria continua ormai da quasi un anno ed è destinato a proseguire, mentre la politica internazionale sembra lontana dal compiere gesti concreti per fermare la follia di Assad. Cina e Russia, come temuto, hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e questo rende più labili le speranze di fermare la strage.

Donne, bambini, anziani e uomini continuano a morire a centinaia opponendosi coraggiosamente al regime sanguinario. Lasciare che questo continui nel silenzio e nell’indifferenza è inumano.

Siamo tutti invitati a esibire un fiocco nero come segno di solidarietà al popolo siriano. Un gesto simbolico, ma anche il segno visibile del nostro reale impegno: informarci e informare, tenere alta l’attenzione è nostro dovere.

“L’iniziativa Un fiocco nero per la Siria, in pochi giorni ha riscontrato moltissime adesioni da parte di associazioni, giornali, singole persone e comuni. Questo successo è sintomo di una coscienza in crescita nella società italiana verso ciò che sta accadendo in Siria. Il popolo siriano non deve essere lasciato orfano dal mondo, da noi. Invito ad aderire e seguire le pagine facebook dei comitati locali, sempre più numerosi, sorti per aiutare la propagazione di questa iniziativa che vuole essere un inno alla vita”, ha dichiarato Shady Hamadi a Caffè News.

Tra i tanti che hanno già aderito alla campagna, anche deputati e senatori . Matteo Mecacci, Deputato radicale e Presidente della Commissione OSCE su democrazia, diritti umani e questioni umanitarie ha dichiarato: “Si tratta di un’iniziativa che vuole coinvolgere la classe dirigente e l’opinione pubblica del nostro Paese, che è purtroppo abituata ad accettare violenze e repressioni del dissenso, come quella in Siria, senza reagire, e per questo abbiamo deciso intanto di aderire pubblicamente”.

Di seguito la lettera con cui il Shady Hamadi ha rivolto il suo appello alla comunità internazionale:

“Le mie parole vogliono essere un grido che proviene dall’intera Siria e una gentile supplica a voi tutti.
Da undici mesi la terra che fu la culla della civiltà, vive uno dei momenti più bui della sua storia millenaria. La Siria è insanguinata, non c’è città che si sia potuta sottrarre dal seppellire giovani, anziani, donne e bambini.
Questa rivoluzione – differente per modalità e macabra repressione dalle altre – sta pagando nella città di Homs, il prezzo più alto in vite umane.

Hart Safsafi, Bab Sba, Bab Amr, sono alcuni dei quartieri di questa audace città, che hanno e continuano a versare il loro tributo di morte. In questi rioni la mia famiglia affonda le sue origini e i suoi ricordi, mentre oggi sfida giornalmente la morte.

Solo nell’ultima settimana oltre 500 persone hanno perso la vita, a causa dei continui bombardamenti che colpiscono le abitazioni. Questo massacro di esseri umani, non deve più essere tollerato dall’intera umanità. Non esistono e non possono esserci scusanti per queste azioni compiute dall’esercito del regime siriano, volte a piegare la città di Homs a causa della sua strenua e indomabile resistenza. Il popolo di Siria - alawiti, sunniti, sciiti, cristiani, tutto l’enorme puzzle di etnie e religioni - ha scelto di non accettare più il silenzio, perseguendo l’anelito di libertà comune alla natura umana.
Il compito affidato ai siriani all’estero e a qualsiasi persona, a prescindere dal colore della pelle, fede, nazionalità, è quello di testimoniare e conoscere ciò che accade in Siria. Nessuno deve stare in silenzio né osservare impassibile il perpetrarsi di questo dramma.

Invito tutti voi a cominciare un’opera di sensibilizzazione, volta a far conoscere ciò che accade in questo martoriato Paese. Parlate con i vostri vicini di casa, i vostri amici, scrivete, manifestate e imparate –dalla tragedia siriana- ad amare il prossimo, non scordatevelo.

La mia richiesta a voi tutti, è anche quella di mettere un fiocco nero intorno alle vostre borse, zaini, ovunque voi possiate. Questo semplice gesto permetterà a noi siriani, quando vi passeremo di fianco, di riconoscere chi ha scelto di non lasciar il popolo siriano da solo perché crede nel valore della libertà e della vita umana.

Shady Hamadi”

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