Verso il Primo Marzo, sciopero dei migranti
Tostato da Maria Mercone
Proviamoci a stare 24 ore senza di loro. Proviamo ad immaginare il nostro paese senza di loro. O forse dovremmo semplicemente essere al fianco di tutti i migranti domani nella lotta per il riconoscimento dei diritti e della cittadinanza; scendere nelle piazze e partecipare ai cortei indetti in quasi tutte le città, per dire sempre no al razzismo e alla razzializzazione del lavoro, e a tutti quei dispositivi attivi nella nostra economia che rendono oggi i migranti ancora schiavi, perché facilmente sfruttabili.
E perché sono sfruttabili? Perché non sono cittadini, non godono cioè della piena cittadinanza e di tutti i diritti che da essa discendono. Viene loro accordato solamente il “permesso” di stazionare nel nostro paese per lavorare e nulla più. Insieme a loro domani dobbiamo dire “NO!” a tutte le pratiche discriminatorie, razziste, subordinanti e razzializzanti che le dinamiche socio-economiche e politiche pongono in essere in Italia, come in Europa.
Il migrante non è un pericolo, non è un allarme per la sicurezza, ma è ricchezza, vitalità per la società. Il migrante non è mera risorsa economica, non è una merce, non è forza-lavoro sfruttabile, ma è una persona con diritti. Infine, il migrante non è da vittimizzare, ma è un individuo che ha semplicemente esercitato il suo “diritto di fuga”, per cercare una vita migliore lontano dalle condizioni di vita difficili da cui è scappato.
Donne e uomini provenienti da diversi paesi del mondo domani saranno nelle piazze a gridare con le loro voci che la loro dignità non può essere lesa, che i loro diritti non possono essere ignorati e che tutto ciò che vogliono è una cittadinanza piena e riconosciuta. Supportiamo la loro lotta.













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