Francoforte zittisce le voci fuori dal coro

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Francoforte, la Manhattan d’Europa, settima tra le città più vivibili al mondo, città delle banche, dei grattacieli, dei locali posh avvicinabili solo con le scarpe nere, città dai mezzi pubblici super efficienti, città dei parchi, della musica elettronica e un po’ meno del jazz, città della Fiera dei Libri più grande al mondo (grazie alla presenza della natìa città di Gutenberg a due passi), città di eventi, città dell’immortale Goethe… ha avuto paura.

La polizia ha bloccato la città prima di noi”, dicono scherzosi i manifestanti del corteo folkloristico, inneggiante, sonoro e colorato che ha partecipato all’unica manifestazione autorizzata dalle autorità locali. Le intenzioni degli aderenti al gruppo sorto meno di due anni fa a seguito alle ripetute crisi finanziarie (http://blockupy-frankfurt.org/de/frontpage), erano tutt’altre. Loro volevano pacificamente bloccare le strade e il centro città attorno alle banche del centro, ma il tutto è stato prevenuto. Edifici pubblici, università e banche chiusi per un possibile pericolo da giovedì. Ma nulla è accaduto, nulla al di sopra delle righe. Anche la polizia non ha usato violenza perché i partecipanti, di per loro,  non erano per nulla violenti.

25000 persone sabato al corteo autorizzato, per la stragrande maggioranza tedesca, 500 italiani, pochi francesi e spagnoli, qualche greco. 5000 poliziotti da tutta la Germania che da mercoledì scorso hanno blindato le zone rosse e impedito sul nascere qualsiasi tipo di azione sospetta perquisendo e portando al commissariato gente che provava ad aggregarsi in centro e a cantare prima dell’unico evento autorizzato di sabato (45 italiani, ad esempio).

Insomma, tanta apprensione e blocchi che hanno intimorito molti di quelli che sarebbero voluti venire dal resto d’Europa, tutto per un gruppo di persone tra i più tranquilli che le manifestazioni abbiano mai visto.

Accenno ora alcune delle questioni sollevate sul sistema economico moderno che la manifestazione ha echeggiato, naturalmente se ne potrebbero fare migliaia:

È realmente il capitalismo che ha creato questa crescente e inarrestabile sperequazione tra ricchi e poveri?Una donna alla finestra a favore dei manifestanti
È realmente il sistema bancario che affama la gente e strozza la democrazia? E se sì, perché lo continuiamo a proteggere e sovvenzionare?
Che tipo di regolamentazioni, tassazioni e interventi favorirebbero un sistema economico più equo e etico?
È vero che la maggior parte del denaro circolante nelle banche non ha provenienza certa e probabilmente viene da un’enorme economia sommersa legata alla malavita, alla corruzione, al riciclo, al commercio di droga, esseri umani e organi?
Perché alternative e vie d’uscita secondarie e innovative al sistema vigente non vengono menzionate e prese in considerazione?

Vi lascio con queste poche considerazioni,  e aggiungo che mi sembra un pò una restrizione dei diritti civili intervenire sull’aggregazione di persone prima che qualcosa di illegale venga commesso, insomma i rischi c’erano tutti, ma si è un poco esagerato.

Oggi Francoforte si è svegliata non più assediata, con un sole che picchia e decine di persone sui prati lungo il Meno a prendere il sole, a banchettare, a bere una birra e passeggiare. A pochi passi la sede della Banca Centrale Europea risplende, ma gli anticapitalisti non violenti di blockupy Frankfurt stanno riaccampandosi (come dall0 scorso autunno a questa parte) nei giardini sotto le banche, con i loro cartelli e le loro tavole rotonde a cielo aperto a spiegare perché sono lì e resisteranno.

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