Sul TgR Piemonte va in onda il razzismo, ma dimenticano quando i piemontesi non conoscevano il bidet…

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Sono passati due giorni da quando è andato in onda l’ormai famoso servizio del TgR Piemonte sul pre-partita di Juventus-Napoli, ma è ancora difficile da credere che la televisione pubblica possa trasmettere certe offese gratuite. «(due tifosi juventini) Vesuvio lavali col fuoco», «(un tifoso juventino al giornalista) I napoletani sono come i cinesi, sono dappertutto», «(il giornalista rivolto ad un tifoso juventino) I napoletani li riconoscete dalla puzza…»: queste sono in sostanza le tre frasi che sono costate la sospensione al giornalista piemontese.

In realtà, qualunque tifoso del Napoli sa benissimo che questi insulti razzisti sono la normalità, ogni domenica, ogni partita sul territorio nazionale. Il vero problema sta nel fatto che prima indignarsi si è dovuto attendere il servizio su Rai Tre, altrimenti restava normale amministrazione. Dal classico “Colerosi”, al sempre in voga “Terremotati”, fino ad arrivare ai più recenti sventolii di sacchetti dell’immondizia. Dallo Juventus Stadium al San Siro, da Verona a Bergamo, passando anche per città più meridionali quali Lecce o Bari, o la stessa Roma: la storia non cambia, ogni domenica è sempre la stessa storia.

Che senso ha fare la campagna contro il razzismo quando poi il primo razzismo lo abbiamo tra gli stessi italiani? Il Commissario Tecnico della nazionale Prandelli disse che sarebbe entrato in campo abbracciando Balotelli se gli avessero rivolto i soliti ululati, se invece sarà un napoletano ad essere insultato cosa farà? Qual è la differenza tra gli insulti che vengono rivolti alle persone di colore e gli insulti rivolti ai napoletani? Il giudice sportivo Tosel, evidentemente, crede che la differenza ci sia: infatti, a memoria non ricordo nessun provvedimento per gli insulti razzisti contro Napoli ed i suoi abitanti. Già, gli insulti bisogna entrare nell’ottica che non sono contro i “tifosi”, ma contro l’intero popolo napoletano e spesso contro l’intero meridione.

Senza contare il classico striscione “Benvenuti in Italia”. Ebbene, ho avuto un brivido quando ho visto questa scritta campeggiare a Torino…proprio al di sopra dello striscione del Juventus Club di Pozzuoli. Purtroppo, è abbastanza evidente che se l’Italia ha festeggiato i centocinquanta anni non si può dire lo stesso degli italiani. Non si può liquidare la questione con il classico “è solo calcio”, NO! Non è solo calcio. È una questione di civiltà. Non ci si stupisca se poi durante la finale di Coppa Italia viene fischiato l’inno, è una canzone in cui il napoletano medio non si riconosce perché non si sente né appartenente né tutelato da quella nazione e da quello Stato.

La redazione del TgR Piemonte si è subito affrettata a scusarsi: «Il Comitato di redazione della Rai di Torino sottolinea come anche il collega protagonista dell’episodio abbia riconosciuto di essere incorso in un incidente dovuto alla fretta con la quale ha dovuto montare il servizio. Il tentativo di ironizzare sugli aspetti piu’ beceri del tifo da stadio si e’ trasformato in una battuta infelice per la quale e’ giusto chiedere scusa.». Mi risulta difficile da credere che definire puzzolenti i napoletani possa essere un “errore dovuto alla fretta”. Tanto è vero che poi lo stesso giornalista, Giampiero Amandola, è stato sospeso. Recita una nota di Viale Mazzini: «La Rai, nello scusarsi profondamente con tutti i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani per l’inqualificabile e vergognoso servizio andato in onda nell’edizione serale del Tgr Piemonte, sabato 20 ottobre a firma Giampiero Amandola, comunica che il giornalista è sospeso dal servizio e nei suoi confronti l’azienda ha aperto un procedimento disciplinare.». Qualcuno potrebbe sospirare «era il minimo».

Giampiero Amandola probabilmente è stato un po’ ingenuo, anche il più aggressivo dei giornalisti si sarebbe ben guardato dal mandare in onda certe battute su una televisione nazionale e peraltro pubblica. Questa constatazione, però, non gli ha risparmiato oltre che agli insulti di un popolo anche diverse querele da parte di associazioni partenopee. Stessa storia anche per il TgR Piemonte. Angelo Forgione annuncia su Facebook: «Abbiamo trovato l’avvocato senza “interessi” per avviare procedura legale collettiva nei confronti di Amandola/TGRPiemonte. Si trova a Lauria (PZ), e questo mi fa enorme piacere per evidenti motivi. Oggi imbastiremo la causa telefonicamente e domani sarà ascoltato su Radio Marte.».

Da poco è diventata di dominio pubblico sui social network una storia, condivisa anche da Roberto Saviano su Twitter, che spero giunga anche al giornalista piemontese protagonista delle ultime infauste vicende. A quanto pare, sembra che quando i piemontesi entrarono per la prima volta nella Reggia di Caserta trovarono un oggetto che non avevano mai visto prima, tanto è vero che lo chiamarono «Oggetto sconosciuto a forma di chitarra». Per Amandola i napoletani si riconoscono dalla puzza, ma chi centocinquanta anni fa non conosceva il bidet erano, ironia della sorte, i piemontesi.

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