Se il divario Nord-Sud investe anche l’associazionismo

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Uno dei fattori che aiutano una comunità a crescere è la capacità di promuovere e di sviluppare al suo interno il senso civico e la cultura della legalità. L’Italia da questo punto di vista può far leva, tra l’altro, sul contributo delle associazioni di volontariato che rappresentano realtà ben radicate sul territorio. Al Sud la presenza delle associazioni assume una grande rilevanza soprattutto se è forte il disagio sociale. Di tutto questo abbiamo parlato con Antonio Maggio, presidente nazionale di uno dei gruppi di protezione civile più attivi in Italia, “Le Aquile”.
L’associazione nasce a Napoli nel ’95, e da allora il presidente e la sua squadra di volontari hanno sempre toccato con mano le ferite dei territori del Mezzogiorno. E hanno assistito ai cambiamenti che hanno investito Napoli e la Campania.
Presidente, qual è il vostro rapporto con il territorio e come il territorio è cambiato in questi anni?
Posso dire che per alcuni aspetti qui a Napoli ci sono stati dei miglioramenti. Il rapporto tra i cittadini e le associazioni come la nostra è sempre molto forte. Confidano in noi, si rivolgono a noi, ci chiedono aiuto. E noi agiamo, nel nostro piccolo. Invece purtroppo è cresciuta l’indifferenza da parte delle istituzioni.

In che termini?
Forse anche a causa della crisi è sempre più difficile attingere a fondi per pagare anche le cose necessarie, ad esempio mezzi di soccorso, tende, cucine da campo. Eppure le istituzioni richiedono i nostri servizi. Siamo una risorsa e costiamo poco. Ma i fondi, quando sono disponibili, vengono troppo dilazionati nel tempo.

In un momento così difficile per l’economia  e per il lavoro la gente riserva ancora spazio al volontariato? Qual è il profilo-tipo di un vostro volontario?
Purtroppo quasi tutti i volontari qui sono disoccupati da anni. E la mancanza anche di un minimo rimborso per le trasferte scoraggia nuove iscrizioni. Chi lo fa ha bisogno di sentirsi utile, di non stare a casa, di riappropriarsi della dignità che sente venir meno quando il lavoro non c’è. Non è un bel momento.

Nonostante le difficoltà economiche al Nord le cose sembrano andare un po’ meglio. A confermarlo sono le parole di Umberto Bresciani, presidente della sede lombarda de “Le Aquile” di Oglio – Po. Qui la Regione Lombardia e la Provincia di Cremona riescono ancora ad erogare qualche contributo per l’acquisto di materiale necessario. Anche se negli ultimi anni le nuove associazioni sono aumentate e i fondi sono sempre gli stessi e vanno ripartiti. “Ma riusciamo a metterci a tavolino e a discutere su come indirizzare e ottimizzare al meglio i fondi – dice il presidente Bresciani – riusciamo a creare delle sinergie. Negli anni abbiamo cercato di non sprecare le risorse a nostra disposizione. Qualche piccolo aiuto è arrivato dalle offerte dei privati e dal 5x mille. Dopo dieci anni di attività  – continua – la risposta della comunità è molto forte. C’è molta fiducia intorno a noi. Il volontario – tipo? L’80% circa ha un lavoro e riesce a ricavarsi del tempo da dedicare all’associazionismo, anche se negli ultimi tempi la crisi si è fatta sentire anche qui”.

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da Avanguardie

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