Ecco il Nuovo Teatro Sanità, un avamposto di cultura

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1374304_637890126250760_851684042_nMettere su un teatro in un periodo di profonda crisi, quando riempire una sala è difficile tanto quanto ricevere sovvenzioni pubbliche e le strutture economicamente più fragili hanno già chiuso o sono moribonde, è un’impresa ad alto rischio.

Farlo in un quartiere “difficile” e diffidente come è la Sanità a Napoli, e per di più senza alcun aiuto delle istituzioni, è un vero azzardo. Ci è riuscito, con successo, un collettivo di artisti che ha dato vita al Nuovo Teatro Sanità, inaugurato ufficialmente lo scorso 27 settembre dall’attrice Isa Danieli.

Sotto il Ponte della Sanità, a pochi passi dall’omonima piazza, c’è una chiesa sconsacrata concessa per trenta anni dalla Curia alla associazione Sott‘o Ponte che da dieci anni opera per dare un’alternativa alla strada ai giovani del quartiere. È lì, in quella chiesa, che è nato il teatro. All’ingresso le sculture di Riccardo Dalisi e l’insegna realizzata da Franco Porzio accolgono gli spettatori. All’interno gli stucchi alle pareti e la scritta A.D. 1867 ricordano la funzione originaria di quel posto.
“Quando siamo arrivati il teatro esisteva da qualche mese ma non era utilizzato” spiega Gelardi “Siamo rimasti anche incanti dal fatto che in un quartiere come la Sanità ci fosse un posto così bello, così attrezzato, fatto bene, con amore, pieno di vita. Ci è stato proposto dall’associazione Sott ‘o Ponte che lo gestiva, in particolare da Vincenzo Pirozzi, di lanciare un’idea di cartellone artistico.

Abbiamo cominciato a lavorare dall’inizio di quest’anno. Lo abbiamo aperto a tutti i colleghi, a tutti gli artisti teatrali della Campania invitandoli a venire a vederlo e farci delle proposte. Devo dire che hanno accolto tutti l’invito con grande amore e con grande passione, di questo siamo contenti. È una sfida importante, era difficile  dire di no. L’idea è quella di proporre delle idee di impresa culturale diverse. Il quartiere è come se fosse tutto in rete, tutto quello che c’è di culturale e di artistico qui, come le catacombe di San Gennaro e la basilica di San Vincenzo, si sta connettendo, sta lavorando in rete per aiutare il quartiere e per fare sì che ognuno aiuti l’altro”.

In un posto come è la Sanità, dove le istituzioni e la cultura sono sempre troppo lontani e il degrado sociale sembra aver risucchiato tutto e tutti, si potrebbe pensare che un teatro non susciti grande interesse e sia destinato a rimanere un corpo estraneo. Niente di più falso in questo caso; quartiere e teatro sono già entrati in simbiosi.

“C’è grande gioia da parte degli abitanti di questo quartiere” dice Carlo Caracciolo “Il teatro è stato ben voluto forse perché mancava proprio un pezzo di cultura fatta in questo modo, l’unico cimelio culturale che rimane è un ex cinema trasformato in supermercato. Quando le persone sentono  che c’è uno spettacolo a teatro sono felici di accogliere questa nuova iniziativa. Nelle ultime serate abbiamo avuto il pubblico del quartiere e quelle stesse persone sono ritornate più volte. C’è grande fermento, forse mancava proprio questo”.

“L’idea” aggiunge Gelardi “è che questo teatro diventi un patrimonio – sarebbe auspicabile della città – però innanzitutto di questo quartiere”.

Il cartellone della prima stagione si intitola “Le nuove Resistenze” e a guardare gli spettacoli in programma si direbbe che non è altro imagesche il Manifesto dell’ntS. “Per tutta la stagione l’idea è quella di resistenza, nel senso del termine legato ai partigiani cioè quello di prendere parte e fronteggiare, in questo caso, l’incultura che ci circonda. Pensiamo che tutti gli artisti che fanno parte di questo cartellone siano un po’ così, gente che si è presa delle responsabilità, che ha deciso anche una linea indipendente, che è quella che abbiamo deciso noi” spiega Gelardi che, a proposito degli artisti che prenderanno parte alla stagione, dice “C’è grande generosità nei nostri confronti da Giulio Cavalli a Marina Confaloni, Gea Martire, Tina Femiano, Margherita di Rauso, Francesca Rondinella, Francesco Bancale.

Avremo un testo assolutamente inedito di Manlio Santanelli, con la regia di Riccardo De Luca che debutta qui. Siamo pieni di amici e di talenti napoletani – per ora solo napoletani perché vogliamo prima guardarci intorno – che hanno deciso di seguirci in questa avventura”.
Numerosi gli spettacoli in cui Gelardi e Caracciolo sono coinvolti direttamente, tra questi Il Meraviglioso circo dei fratelli Boldoni – “ho immaginato un circo ideale guardato con gli occhi di un bambino, un freak anni quaranta  dove la gente pagava e andava a vedere i fenomeni da baraccone. Lo spettacolo narra le vicende di questo circo con una trama shakespeariana, l’Otello” dice Caracciolo – e Nessuno vi farà del male – “uno spettacolo che affronta il tema dei trapianti. Ci piaceva toccare questo tema che al sud in particolare è molto spinoso, mancano assolutamente i donatori di organi”.

392863_548386648534442_1686133618_nPoi ci sono i progetti, come Su al nord. Giovani in scena contro le mafie .“L’idea l’ha avuta Alessandro Gallo che fa parte del collettivo di ntS” spiega Gelardi “ed è quella di far sì che i ragazzi del nord raccontassero le loro mafie a noi e noi raccontassimo le nostre mafie a loro.

Loro hanno trovato subito il danaro per venire qua, noi no. Abbiamo chiesto aiuto alle istituzioni, non lo abbiamo avuto, quindi abbiamo lanciato un crowdfunding, cioè una raccolta pubblica di fondi per portare i nostri ragazzi al nord a raccontare storie di vittime innocenti di camorra. Speravamo anche che le associazioni che si occupano di questo ci aiutassero ma non abbiamo trovato nessuno  aiuto. Ci aiuteremo da soli”.

Carlo Caracciolo, invece, è responsabile di Avviso Pubblico “un progetto under 35 che vede la possibilità di dare una settimana di residenza al teatro ai ragazzi che partecipano all’iniziativa che prevede che i giovani realizzino l’allestimento di uno spettacolo. È un nostro modo per aiutare chi inizia”.

Insomma, da quest’anno a Napoli c’è un nuovo teatro indipendente, resistente e vivace. Casa e avamposto di cultura in un momento in cui ce ne è davvero tanto bisogno.

Informazioni: www.nuovoteatrosanita.it

 

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da Avanguardie

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