Il lato oscuro del potere: il sanguinario gioco dei predestinati – Settima Parte

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Caffè News Magazine pubblica a puntate il racconto originale del nostro Antonio Aroldo, che ci parla in modo inconsueto e profondo della fenomenologia del “Potere Mafioso”, attraverso un’aurea oscura che affonda le sue radici nella Storia.

Buona lettura!

bandito-giuliano-comando-americanoGli “Alleati” in quel periodo si stavano preparando allo “Sbarco Alleato in Sicilia”. L’“Alto Comando dell’OSS”, in previsione di ciò, aveva creato la cosiddetta “Sezione Italia”. La “Sezione Italiana dell’OSS”, all’epoca, era guidata da James Jesus Angleton. Angleton, secondo quanto raccontato dallo storico Nicola Tranfaglia, nacque in una “Famiglia Massonica”. Egli, essendo cresciuto in casa di un industriale presidente della “Camera Italo-Americana”, durante alcuni anni del fascismo, in Italia, fu destinato a una folgorante, nonché misteriosa carriera, nei “Servizi Segreti Americani”. Egli, infatti, fu, innanzi tutto, dal 1941 al ’43 una sorta di “Agente di Collegamento” tra il “Servizio Segreto Britannico” e il “Neonato OSS”, poi responsabile del “Desk Americano” in Italia dal ’43 al ’45 e infine fu anche implicato, secondo quanto sostenne il “Procuratore Distrettuale di New Orleans”, Jim Garrison, nell’“Omicidio Kennedy”.

Angleton, insieme al “Suo Braccio Destro” dell’epoca, Earl Brennan, scelse un piccolo ma strano gruppo di persone per creare la “Squadra Italiana dell’OSS”. Essa, infatti, era formata da: Frank B. Gigliotti (massone reverendo di una chiesa metodista di Lemon Grace in California), Vincent Scamporino (avvocato di famiglie mafiose italo-americane), Victor Anfuso (anche lui avvocato) e infine da un ragazzo di circa vent’anni appassionato di romanzi gialli, originario di Melilli in provincia di Siracusa, chiamato Max Corvo.

Questi cinque individui, in buona sostanza, sarebbero dovuti essere tutti, ognuno a modo suo, “Esperti di Affari Italiani”. Lo stesso Brennan, infatti, era stato, prima della guerra, “Vice Console” a Firenze per conto del governo americano.

Il bizzarro gruppo del comandante Angleton, infatti, come si può comprendere dalla “Privilegiata Testimonianza” di un altro importante agente americano, di quel periodo, di nome Peter Tompkins, era composto da persone, completamente a digiuno, di “Cultura Italiana”. Esse, però, grazie anche a “Alcuni Amici”, contattati tramite Lucky Luciano, riuscirono ad ambientarsi presto. Lucky Luciano, infatti, soprattutto nel “Sud Italia”, (Sicilia e Campania), aveva molte “Vecchie Amicizie”. Queste ultime, in cambio di alcuni “Posti di Potere” nella “Nuova Amministrazione”, fornirono molto volentieri aiuto e “Supporto Logistico”, sia all’“Esercito Anglo-Americano”, sia a quelli dell’OSS. Quelli dell’“OSS Italiano”, infatti, non appena sbarcarono in Sicilia, corsero a Favignana. In quell’isola, infatti, c’erano rinchiusi, all’epoca, i “Principali Capi-Mafia Siciliani” arrestati durante il fascismo. I “Reparti Speciali dell’OSS”, però, non liberarono soltanto quelli detenuti a Favignana, ma ci furono, scarcerazioni di tal genere, in tutta la Sicilia.

Alcune di queste persone liberate erano: Calogero Vizzini, altrimenti detto “Don Calò” (nominato dall’esercito americano sindaco di Villalba), Giuseppe Genco Russo, anche conosciuto come “Zu Peppi Jencu” (nominato sopraintende all’assistenza pubblica di Mussomeli), Vincenzo Di Carlo (responsabile degli ammassi di grano presso l’amministrazione di Mussomeli), Salvatore Malta (nominato sindaco di Valle-Lunga), nella città di Palermo, infine, tanto per fare un altro esempio, fu nominato sindaco un altro cosiddetto “Uomo d’Onore” di nome Lucio Tasca.

La “Nuova Amministrazione Anglo-Americana”, infatti, non conoscendo quasi nulla del suo primo “Territorio Liberato”, si era completamente fidata delle parole di Lucky Luciano. Costui, infatti, molto probabilmente, per riuscire a far dare “Maggiori Poteri” ai suoi amici della terra natia, aveva detto all’esercito americano, che il “Popolo Siciliano” era soltanto un “Branco di Pecoroni Abbrutiti” da governare con la frustra.

Fine Settima Parte

Antonio Aroldo

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