Percepire Libertà

Tostato da

Spazio. Punto.

Lo assaporo.

Sì, mi piace il gusto dello spazio,

il suo profumo è alquanto delicato e terso.

La mia mente ama zompare,

sì, le piace quel saltellio continuo tra

dimensioni apparenti,

richiami evanescenti,

dolori mai spenti…

Tempo. Punto.

Mentre l’orologio cammina,

ecco che miro con occhio esperto ad un singolo momento

e lo getto giù, giù, ancora più giù:

inferno…

blu.

Noto un pizzico di umile superbia

in questi pensieri vagabondi.

La annichilisco.

Scelgo una via alternativa:

dal capo,

direzione sud.

Mi incammino,

ecco che l’entrata del mio cuore al fin vedo,

schiudersi un poco;

la valico e mi addentro.

Sono straniero.

La visita inizia:

di cuffie spaesate sono munito,

fascinosi gradienti mi gridano verso sé,

persistenti urla vogliono me:

spaurito mi lascio così trastullare…

Vengo abbracciato, avvinghiato

ammaliato da…

diluiti aromi incappucciati,

quadri da sguardi delicati già deturpati,

rosa vivo di donne e uomini ammassati.

Mio buon grillo,

ma oggettivamente?

“Sostanzialmente,

io Kant(o), io penso

consapevole,

amorevole,

niente.”

Rimango in sospeso…

Poi punto.

E accapo.


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