Prescrizione breve e Romano, indagato per mafia, Ministro dell’Agricoltura: le mosse di Berlusconi nell’ombra

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Tra una guerra contro un dittatore vicino di casa, un terremoto di violenza inaudita, un pericolo nucleare e l’emergenza immigrati in casa è facile per il Cavaliere non farsi notare mentre porta avanti i suoi affari. Il momento, per mantenere un profilo basso ed evitare di farsi notare dall’opinione pubblica, è propizio e quel volpone di Berlusconi ha colto l’occasione al volo.

Lunedì 21 Marzo riprende il processo Mills, che vede imputato il Premier, il quale aveva promesso che sarebbe stato presente, ma nessuno lo vede in aula. Poi Maurizio Paniz (Pdl) presenta alla Commissione Giustizia della Camera un ddl che riduce i tempi di prescrizione per gli incensurati e, di fatto, potrebbe salvare il Cavaliere dai suoi processi. L’emendamento Paniz 4-bis, passa, Fli, Pd e Udc lasciano indignati la Commissione. Pierluigi Mantini (Udc) afferma che “il testo è stato molto modificato e molto migliorato ma contiene il trucco modesto di un favore ad personam”. Paniz fa la vittima e replica: “State svilendo il mio lavoro”. Dura anche la reazione di Donatella Ferranti (Pd): “Sono spudorati sembra stiano approfittando della guerra per accelerare tutte le norme che riguardano Berlusconi. La prescrizione brev,e se sarà approvata in questa forma, darà un duro colpo alla lotta alla corruzione”.

L’altro colpo messo a segno da Berlusconi è un bel rimpasto. Esce di scena definitivamente e silenziosamente il fallimentare Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Al suo posto Galan, Ministro dell’Agricoltura fino a pochissimo tempo fa, al cui posto, si insedia Saverio Romano. Proprio il neo Ministro Romano ha sulla testa un’indagine, sostenuta dal gip di Palermo Giuliano Castiglia, per concorso esterno in associazione mafiosa e, per non farsi mancare nulla, anche un procedimento, scaturito dalle dichiarazioni di Ciancimino, per corruzione finalizzata al favoreggiamento di Cosa Nostra.

Romano ha detto: “Sono con la coscienza a posto”, ma anche Napolitano esprime seri dubbi sul neo Ministro che subisce immediatamente l’attacco di Italo Bocchino (Fli): “La posizione di Napolitano dimostra in maniera incontrovertibile che Berlusconi non è più in grado di agire liberamente nella sua attività di governo”, del Pd “Berlusconi, per puntellare la sua malandata maggioranza, ha dovuto sottostare a un vero e proprio ricatto” e di Massimo Donadi (Idv): “Un indagato per mafia non può fare il ministro”.

Andrea Ciccolini

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