Berlusconi a Lampedusa, solo spettacolo e propaganda

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Mentre Berlusconi, a Lampedusa, mette in piedi uno spettacolino propagandistico farcito di promesse, aneddoti e tanto (troppo) ego personale, i suoi scagnozzi compiono un blitz alla Camera dei Deputati per ribaltare l’ordine del giorno e discutere subito la prescrizione breve per tentare di salvare il padrone. Balza subito in testa una domanda: se al premier sta tanto a cuore Lampedusa, perché il suo partito ha alzato un putiferio, che puzza di dittatura, per accorciare al massimo i tempi di approvazione di una legge ad personam che con l’isola invasa dagli immigrati non c’entra nulla? Le ipotesi sono due: o Berlusconi ha veramente a cuore Lampedusa e, il suo partito, alla Camera, ha agito contro il suo volere pensando di fargli un favore, oppure a Berlusconi non importa nulla di Lampedusa ed è andato a fare uno “show”, come l’hanno definito molti giornali, per tentare di distogliere l’attenzione pubblica dall’abuso di potere portato avanti dai suoi per realizzare il progetto salva Cavaliere, unico obiettivo che gli sta veramente a cuore. Di fatto, alla Camera, tra contestazioni fuori e litigi dentro, è stata buttata via un’intera giornata di lavoro.

Sull’isola siciliana, dove il rapporto abitanti immigrati è circa uno a uno, il Premier, dopo aver strappato il microfono dalle mani del Presidente della regione Sicilia, Lombardo, inizia a parlare con l’atteggiamento del salvatore sceso dal cielo, promette di risolvere la situazione in massimo tre giorni, quindi, entro dopodomani non ci dovranno più essere immigrati a Lampedusa. Staremo a vedere. Parla di moratoria fiscale, Nobel per la Pace e poi, con l’aria orgogliosa di chi è convinto di aver avuto un’idea geniale, espone una delle soluzioni al problema con queste parole: “Ve ne dico una variopinta: abbiamo comprato pescherecci affinché non possano essere utilizzati per le traversate. Così quando sarò fuori dalla politica li userò io per mettere in piedi un’attività per il pesce fresco”. Allora: primo, sembra improbabile che si possano comprare tutte le barche che vengono usate per le traversate. Secondo, cosa farà quando si ritirerà dalla politica, in un momento simile, non è interessante (anche se molti italiani sperano di vederlo presto impegnato in qualcosa che non sia la politica). Terzo, questi fatidici pescherecci sono stati comprati con i soldi dello Stato e Berlusconi vorrebbe aprire un’attività privata usando mezzi comprati con i soldi degli italiani, il vizio di usare la risorse della nazione per interessi ad personam non se lo leverà mai.

Uscendo completamente dal tema emergenza immigrati si eleva a ruolo di architetto urbanista, propone di trasformare l’isola in una copia di Portofino, critica il territorio, da sempre considerata una perla naturale, perché, secondo lui, c’è poco verde, vuole costruire un campo da golf e un casinò, il tutto senza chiedere il parere degli amati lampedusani. Il fatto che abbia comprato casa sull’isola è una trovata propagandistica particolare, ma il fatto in sé, in un momento in cui sull’isola c’è un’emergenza umanitaria, è poco interessante, e immediatamente il pensiero va al neo vicino di casa che probabilmente si troverà un via vai di auto blu, prostitute ed elicotteri e aerei privati davanti al cortile.

Tutto pieno di se Berlusconi ha detto: “Il vostro premier ha il vezzo e l’abitudine di risolvere i problemi. Fino a ieri non avevo la soluzione al problema chiara e quindi non mi avevate ancora visto”. Se per venti giorni non ha mosso un dito, perché a suo dire, non aveva la soluzione, non si capisce che abilità abbia nel risolvere i problemi, o forse si è sbagliato e voleva dire: “Il vostro premier ha il vezzo e l’abitudine di risolvere i PROPRI problemi”, visto che è arrivato come il salvatore sull’isola proprio nel momento in cui a Roma provavano a salvare lui dai processi. Lo show lampedusano sembra l’ennesimo caso di sfruttamento di una tragedia a fini propagandistici.

Sul “vezzo e abitudine a risolvere i problemi” che ha il cavaliere sarebbe interessante conoscere il parere dei napoletani che hanno ancora i rifiuti per strada nonostante le promesse di Berlusconi, sulle quali ha costruito gran parte della sua campagna elettorale. Su questo “vezzo e abitudine a risolvere i problemi” che ha il Cavaliere sarebbe interessante conoscere il parere degli Aquilani che hanno ancora servizi insufficienti, la città invasa dalle macerie e quando manifestano per vedere le promesse del premier mantenute vengono malmenati dalla polizia.

Bisogna ammetterlo, nonostante le persone siano troppo spesso pagate o costrette ad acclamarlo, Berlusconi, a fare il suo spettacolo è bravo, si mette in mostra, promette, racconta aneddoti, fa le pause giuste per prendere gli applausi, ha sempre pronta una battutina sui giornali che parlano male di lui. Peccato che sia il Capo del Governo e non un cabarettista, è proprio un caso di talento sprecato.

Andrea Ciccolini

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