Il guru di Obama a Roma: cambia la politica con un tweet

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Chi non si è appassionato alle campagne elettorali di Obama? Basta guardare le foto postate sul suo profilo Facebook per essere totalmente catturati dal pre e post campagna elettorale.

Obama e il suo staff hanno ispirato non solo i cittadini americani, ma anche tutti gli appassionati di comunicazione politica a livello mondiale.

La Sala Aldo Moro della Camera dei deputati ha ospitato quest’oggi Michael Slaby, guru della campagna elettorale in rete del presidente degli Stati Uniti.

Sala Aldo Moro Camera dei deputati

All’evento sono intervenuti anche gli onorevoli Francesco Boccia, Maurizio Lupi,  Roberto Rao e il giornalista Gianni Riotta. L’evento è stato organizzato con la collaborazione delle associazioni Amerigo e Enam e con il supporto dell’ambasciata americana a Roma.

Il presidente dell’associazione Amerigo, Antonio Amendola, ha sottolineato che la campagna 2012 in Usa ci ha dimostrato che comunicazione elettorale e comunicazione politica sono la stessa cosa, quindi che non si può dire una cosa prima di essere eletti e farne un’altra una volta ottenuti gli incarichi, ragion per cui la campagna Usa 2012 può essere fonte d’ispirazione per la campagna 2013 italiana.

Presidente Amerigo

Nel suo intervento, S.E. David Thorne ha ricordato come i messaggi rassicuranti di Roosevelt alla radio abbiano aiutato gli americani ad affrontare la crisi e come la capacità dialettica di Kennedy lo abbia aiutato, attraverso la tv, a conquistare il suo popolo. Tra le campagne 2008 e 2012, c’è molta differenza, ha ribadito l’ambasciatore; se nella prima egli stesso trovò scetticismo a Washington sull’utilizzo dei new media, nel 2012 il numero degli esperti in materia che hanno partecipato alla raccolta fondi e all’intera campagna è praticamente quintuplicato.

Slaby ha spiegato a grandi linee la strategia del Team Obama sottolineando come al centro della rivoluzione comunicativa ci sia stato il micro ascolto, cioè lo sforzo di ascoltare tutti, di capire ciò che più sta a cuore ai cittadini e quindi ciò che più deve contare per chi li rappresenta.

Slaby ha ribadito che il cloud computing e gli strumenti ingegneristici sono stati fondamentali, ma non si può lavorare solo sul contenitore a dispetto del contenuto.

I punti chiavi della strategia Slaby sono:

Slaby speaking

autenticità: essere se stessi. I new media hanno la capacità di mettere a nudo i candidati; non ha senso recitare; focus sugli obiettivi: avere ben chiaro cosa si vuol raggiungere; non fare cose inutili: far fare cose inutili ai volontari ne compromette la dignità.

Si spera che il messaggio di Slaby abbia raggiunto forte e chiaro i politici italiani, anche se già la loro presenza in sala è senza dubbio un buon segno.

Riotta e i suoi followers hanno indagato sull’incontro tra Slaby e Casaleggio, guru del Movimento 5 Stelle: sembrerebbe che Slaby, seppur affascinato dallo slogan “uno vale uno” grazie alla rete, sia però convinto che non si possa ridurre tutto ad una votazione online, se non altro per non discriminare tutti coloro che sono offline.

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da Avanguardie

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