Le tante penne rosse alle prossime elezioni

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Già in passato accadeva che qualche giornalista si candidasse alle elezioni politiche. E’ un mestiere come gli altri, e dunque, se si rimane coerenti con quanto si è detto e scritto prima di entrare in politica, non c’è niente di male. I casi più noti sono quelli di Michele Santoro, Lilli Gruber, David Sassoli e Francesco Pionati, tutti schieratisi col Pd, tranne l’ultimo con l’Udc. Alle prossime elezioni ci sarà però un’autentica invasione, quasi tutta nelle liste dei partiti di sinistra.

Maurizio Torrealta, giornalista di Rainews, e autore del libro “La Trattativa”, si candida nella lista di Antonio Ingroia: Rivoluzione civile. Sempre con l’ex pm c’è Sandro Ruotolo, uno della squadra di Michele Santoro. Con la lista arancione ci sono Saverio Lodato, giornalista dell’Unità e Sandra Amurri de Il Fatto quotidiano.

Nel Pd invece c’è Corradino Mineo, direttore di Rainews24, Massimo Mucchetti del Corriere della Sera e Rosaria Capacchione (sottoscorta per i suoi scritti sui Casalesi) che per il Pd sarà capolista in Campania.

Il fido e vergognoso ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, sarà candidato capolista col Pdl nella Regione Liguria. Premiato così per la sua fedeltà. Mario Sechi, ex direttore de Il Tempo e spesso ospite nei programmi Rai, va nella lista di Scelta Civica per Monti. Oscar Giannino, economista giornalista che ha collaborato per più testate, ha invece fondato un proprio movimento: Fare per Fermare il declino. E’ quello che ci ha messo la faccia più di tutti.

Voce fuori dal coro è quella di Enrico Mentana. Il direttore di TgLa7 bacchetta i colleghi e con un tweet afferma: “Cari Minzolini, Ruotolo, Mineo, Mucchetti, Giannino, Sechi. Del giornalismo si diceva ‘sempre meglio che lavorare’. Della vostra scelta, pure”.

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da Macchiato

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