Sigilli all’ex Asilo Filangieri. Giù le mani dalla Balena!

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“Frequentiamo l’illusione di capire con l’arte il vivere e il morire.” 

La Balena parla, alza la voce, spruzza indignazione, resiste e impedisce ai sigilli di intralciare il suo cammino nelle acque di Napoli. Lo scorso 6 gennaio infatti l’autorità giudiziaria ha ordinato la chiusura dell’Ex Asilo Filangieri, sottraendolo così ai lavoratori della cultura e dell’immateriale, che utilizzavano questo spazio per produrre arte servendosi delle attrezzature donate o acquistate dopo mesi di autofinanziamento.

Tutto è cominciato la sera del 5 gennaio. La polizia giudiziaria è giunta sul posto e, pretendendo l’interruzione del concerto degli ELEM, ha intimato ad alcuni dei presenti, individuati a caso, di fornire documenti, senza dare chiare spiegazioni del controllo, riferendosi in maniera piuttosto generica “all’agibilità del luogo”. La serata è proseguita, gli spettatori sono rimasti nella “pancia della Balena” per partecipare all’evento, mentre la polizia bloccava l’ingresso a coloro che invece desideravano entrare. Chi si è visto negare l’accesso  ha scelto comunque di rimanere all’esterno a presidiare l’edificio.

Il giorno seguente ha riservato a chi vive l’asilo una bruttissima sorpresa: i sigilli dell’autorità giudiziaria, ex articolo 321 c. p. p. “E’ intollerabile che un processo radicalmente democratico e inclusivo, il quale ha garantito la reale apertura alla città di uno spazio pubblico, venga sistematicamente sabotato poiché alla cultura viva e accessibile a tutti c’è chi preferisce avere spazi vuoti, grandi e inutili eventi e l’eterno sistema clientelare.” Questa la voce di coloro che in 10 mesi di lavoro hanno costruito l’ossatura dell’asilo, grazie alle loro competenze e al loro talento messo a disposizione della comunità. Tanta l’indignazione anche tra i partecipanti alle attività dello spazio occupato, la linfa della Balena, soprattutto per la motivazione del sequestro: mancanza di agibilità. “Ci chiediamo come sia possibile che un palazzo, sede delle attività del fantomatico Forum Universale delle Culture e ristrutturato con 8 milioni euro di soldi pubblici non sia stato reso agibile. Ci chiediamo dov’è il controllo dell’autorità giudiziaria nelle centinaia di scuole, uffici pubblici, teatri e fondazioni che, altrettanto privi dell’agibilità, continuano a svolgere regolarmente le loro attività.” Questo accanimento nei confronti dei luoghi occupati, dove si produce cultura e sapere libero è quanto mai sospetto e insensato. Una realtà come questa, che cerca di offrire ad una città difficile, quale è Napoli, attività culturali di ogni tipo, dovrebbe essere sostenuta e difesa, oltre che da tutta la collettività, anche dalle istituzioni, che invece nascondendosi dietro lo scudo della procedura burocratica non hanno mosso un dito in soccorso dell’asilo.

I lavoratori dell’immateriale sono andati avanti nella loro battaglia, discutendo nell’assemblea pubblica il giusto modo per procedere. E lo hanno trovato nella Parada dell’Agibilità! L’11 gennaio infatti sono scesi in piazza al grido di “voi chiudete, noi apriamo!”, per portare a Palazzo San Giacomo il loro dissenso, apponendo simbolicamente i sigilli al palazzo del comune “per oltraggio alla pubblica intelligenza, per sfregio alla miseria, inagibilità intellettiva, eccesso di pagnottismo”, come mostra il video che trovate qui.

Molti gli interventi e gli appelli al sindaco da parte degli artisti che sono passati per l’Asilo. Singolare l’intervento di Emma Dante, una grande drammaturga siciliana, che ha affermato la necessità di difendere i luoghi dove la cultura nasce spontanea, libera e gratuita, e ha così espresso la sua solidarietà a chi per questo lotta: “siamo vicini a chi occupa e si prende cura dei posti che prima erano vuoti”. Il regista Salvatore Cantalupo invece si è rivolto direttamente all’amministrazione comunale, a cui ha chiesto un intervento per spezzare i sigilli, ricordando che quella dell’asilo è un’attività che parte dal basso, in difesa del bene comune (trovate il suo intervento qui).

La Balena in questi giorni è andata avanti con la sua programmazione, la sua attività assembleare e l’organizzazione per la sua resistenza. Per sostenere la sua lotta potete firmare la petizione contro lo sgombero dell’asilo e prendere parte attivamente alle iniziative previste. Salvaguardare un luogo che ha fatto della partecipazione effettiva della cittadinanza la sua forza, che ha riempito di teatro, di cinema e di musica, un posto che prima era freddo e vuoto, merita il sostegno e l’impegno di tutti. “Arrendetevi! Siamo Pazzi!” è di questo che dobbiamo convincerli! Siamo pazzi perché in questo mondo regolato dalle logiche del mercato e del profitto, crediamo che l’unica ricchezza scaturisca dalla cultura gratuita per tutti, che crea consapevolezza e coscienza nell’agire civico. Siamo pazzi a credere che Napoli, per sconfiggere buona parte dei suoi famigerati problemi, abbia bisogno di un cambiamento sociale che soltanto attraverso la cultura può avvenire, perché la conoscenza libera apre la visuale dello sguardo e ci proietta nel futuro. La rivoluzione dell’asilo ha fatto leva su un’alternativa modalità di sviluppare il senso politico nella società, attirandola e stuzzicandola con la cultura. Non sabotate il lavoro innovativo dell’asilo, riaprite la pancia della Balena!

 

 

 

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