La Grasse Matinée – Michela Marzano: dalla Francia con filosofia…per l’Italia di domani

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…E se la filosofia riprendesse le redini della società italiana per tirarla su da una crisi non soltanto economica?

Michela Marzano, filosofa e docente universitaria nell’università di Paris V, si è candidata per le prossime elezioni, affiancando Bersani. Caffè News ha avuto modo di intervistarla principalmente per chiederle come l’approccio filosofico alla vita ed alla politica possa risultare fruttuoso per rialzare l’Italia da un periodo di crisi.

Lei ha vissuto molto tempo a Parigi, in cosa pensa che la Francia e l’esempio francese possano essere utili all’Italia, nei vari ambiti?

Credo che una delle cose più interessanti del modello francese sia la concezione della laicità. Dal 1905, anno di adozione della famosa legge difesa da Aristide Briand, lo Stato non riconosce e non sovvenziona nessun culto: ognuno è libero di credere o meno e, in materia religiosa, il solo scopo della Repubblica è di far convivere atei e credenti senza privilegi o discriminazioni. Almeno in principio, ognuno dovrebbe essere libero di praticare la propria religione e di rispettarne le regole. Perché la fede appartiene alla sfera privata e lo Stato non deve intervenire né per favorire né per discriminare i diversi culti. Come spiegava già Locke, il potere politico non può permettersi di enunciare regole e norme in materia religiosa perché non è suo compito “governare le coscienze”. I cittadini, però, devono a loro volta rispettare le regole comuni ed evitare qualunque forma di proselitismo religioso nelle strutture pubbliche (ospedali, tribunali, scuole, servizi). È all’interno di questa logica che, in Francia, si riescono ad affrontare dibattiti etici senza precipitare nel “bipolarismo etico” che troppo spesso, in Italia, impedisce di trovare soluzioni adeguate.

 

In cosa il suo essere filosofa ed insegnante la avvantaggia rispetto agli altri candidati? Come cambia il suo tipo di approccio rispetto a quello che si è avuto in Italia di fronte ad alcuni problemi e tematiche finora?

Il mio essere filosofa dovrebbe permettermi – è almeno quello che mi auspico – di affrontare alcuni temi di campagna elettorale senza restare prigioniera delle ideologie e degli stereotipi. La mia candidatura, in quanto rappresentante della società civile, serve a dare un segnale di rinnovamento: non sono approdata alla politica perché scontenta del mio lavoro, al contrario. Io amo il mio lavoro e tornerò a farlo. Ma questo è un momento determinante nella storia dell’Italia e sono profondamente convinta che sia un dovere mettere le proprie competenze al servizio della “cosa pubblica”.

 

La filosofia può quindi essere utile anche per rialzarsi nell’ambito economico, visto l’andamento attuale italiano a riguardo?

La filosofia è una disciplina che insegna a ragionare e alimenta lo spirito critico. In molti paesi Europei sono tante le imprese che oggi cercano dei filosofi per avere persone capaci di trovare soluzioni diverse ai problemi che si trovano ad affrontare. Con questo non voglio dire che la filosofia sia una soluzione a tutti i problemi. La filosofia dà un metodo e una disciplina. Poi si tratta di collaborare con i colleghi che provengono da altri orizzonti per massimizzare le risorse del nostro paese.

Ha dichiarato che darà particolare attenzione ai problemi di genere: ci parli più approfonditamente di questo punto.

Una società giusta è una società che promuove la libertà e l’uguaglianza di tutti. Il che non vuol dire negare l’esistenza delle differenze. Si tratta al contrario di riconoscerle e di valorizzarle in quanto tali, senza che la differenza implichi inegualità di trattamento o discriminazione. È per questo che mi impegno a promuovere la piena parità tra gli uomini e le donne, condizione necessaria per il conseguimento degli obiettivi di crescita, occupazione e coesione sociale; la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia; l’autodeterminazione dei pazienti; la libertà della ricerca. Abili e disabili; eterosessuali, omosessuali, transessuali e transgender; credenti e atei; tutti devono poter essere riconosciuti uguali in termini di diritti, nonostante le differenze che li caratterizzano.

La Francia e le manifestazioni degli ultimi tempi per il matrimonio omosessuale. L’Italia della Marzano come sarebbe sotto questo aspetto?

Sarebbe un’Italia in cui non esistono discriminazioni legate al proprio orientamento sessuale. Si tratta di cominciare con la legge contro l’omofobia, che in Francia esiste già da molti anni, per poi passare ad affrontare il tema delle famiglie (perché ormai non esiste più una sola forma familiare, ma molte) con l’approvazione di un quadro giuridico che tuteli le unioni di fatto, permetta l’adozione dei single, fino ad arrivare alla legalizzazione del matrimonio gay e dell’adozione da parte delle coppie omosessuali.

Bersani ha dichiarato: “Per chi non ha contratto nazionale e va sotto la soglia vitale ci vuole una norma, il resto sono politiche sociali affidate agli enti locali.” Lei cosa pensa del reddito minimo garantito?

Penso che sia una delle prime misure che dovrebbe votare il nostro Parlamento. (Anche su questo punto, basterebbe vedere cosa accade in Francia con la misura che si chiama RSA, Revenu de solidarité active)

Ultima domanda: cosa pensa delle dichiarazioni di Napolitano in merito allo ius soli: “Mi auguro che in Parlamento si possa affrontare anche la questione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Negarla è un’autentica follia, un’assurdità. I bambini hanno questa aspirazione”

 

Negare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è una follia. Riprendo le parole del nostro Presidente della Repubblica e le sottoscrivo al 100%

 

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