Vince Renato, vince Messina

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A Messina, Renato Accorinti è per tutti soltanto Renato. Lo conosco troppo poco per averne seguito l’ascesa politica, ma abbastanza da gioire della sua elezione. Perché di quell’uomo mi ricordo, con l’afa d’agosto e sotto la pioggia scrosciante, in quel suo ex-Gil, campo d’atletica nel cuore della città, allenare con fuoco di passione pura decine di ragazzi. Correvano come fulmini i ragazzi di Renato, e lui dava loro consigli, e ne era padre e fratello ancora prima che allenatore, li preparava alla vita, e con poche parole seguiva anche i miei allenamenti. Borsetta di pelle a tracolla, infradito ai piedi, barba lunga ma ordinata, la moto Guzzi ad aspettarlo fuori. Ricordo le sue battaglie contro il Ponte, per l’obiezione di coscienza, contro l’acquisto dell’abete da mettere in piazza, a Natale. Oggi a Messina molte finestre, nei quartieri borghesi, sono sbarrate a lutto. Con Renato alla guida, la città può Risorgere. Perché, per certo, uno come lui non lo si può comprare. (foto: Paolo Patanè)

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