Attacco di Sartori: Kyenge e Boldrini raccomandate

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Sartori ritorna a scrivere sul Corriere della Sera, questa volta il suo è un editoriale pubblicato al posto che gli compete, e non di spalla come l’ultima volta. I contenuti, invece, sono, se possibile, ancor più duri. Il noto politologo parla di poteri occulti e P3, definendo “raccomandate” il Ministro Kyenge ed il presidente della Camera dei Deputati Boldrini.

Veniamo con ordine. Sartori traccia una breve storia del cosiddetto “terzomondismo”: dopo la caduta del muro di Berlino il Comunismo sarebbe “scomparso”, lasciando orfane di ideologia le sinistre europee. Mentre la sinistra tedesca, già nel 1959, avrebbe ripudiato il passato marxista a Bad Godesberg trasformandosi in un’autentica socialdemocrazia, la sinistra italiana avrebbe abbracciato la causa del terzo mondo per riempire quel vuoto ideologico.

Sartori ne ha anche per i sindacati: fa la contrapposizione tra il modello del “Mitbestimmung” (cogestione tra sindacato, partito e patronato) tedesco e quello italiano del sindacato di “lotta e conquista” del tipo della Fiom. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Livia Turco è indicata da Sartori come la prima «pasionaria» del terzomondismo «dogmatico e pressoché fanatico» in Italia. L’editorialista del Corriere poi rincara la dose sul governo Letta: «Ho già avuto occasione di scrivere che il governo Letta è il più scombinato, in fatto di competenze e di incompetenze, della nostra storia. Nullità che diventano ministri, brave persone messe al posto sbagliato».

Ma queste opinioni, condivisibili o meno. La faccenda diventa complicata quando si parla di “imposizioni”: «Eppure Letta è del mestiere, conosce bene il mondo politico nel quale vive. Chi gli ha imposto, allora, una donna (nera, bianca o gialla non fa nessunissima differenza) specializzata in oculistica all’Università di Modena per il delicatissimo dicastero della «integrazione»?». Con ogni probabilità Sartori intendeva semplicemente lanciare una provocazione, ma non finisce qui.

La scure del politologo cala poi sul Presidente della Camera Boldrini: «Un’altra raccomandata a quanto pare anch’essa di ferro (da chi?) è la presidente della Camera Boldrini. In questo caso le credenziali sono davvero irrisorie. Molta sicumera, molto presenzialismo femminista ma scarsa correttezza e anche presenza nel mestiere che dovrebbe fare».

Le “accuse” sono piuttosto pesanti, soprattutto perché nei confronti di due alte cariche dello Stato. Il nodo del contendere è il cosiddetto “Ius Soli”. Secondo Sartori la Kyenge essendo ministro dell’integrazione non deve occuparsi di cittadinanza. La cittadinanza non avrebbe niente a che fare con il luogo di nascita, mentre sarebbe la «fusione tra più popoli». Quindi il Ministro Kyenge, in sintesi, si starebbe occupando di cose che non la riguardano.

A proposito di integrazione l’editorialista del Corriere parla anche di esempi concreti: minoranze maghrebine, sub-sahriane, romene, slave e di altre etnie che pur essendo a poca distanza rifiutano di mischiarsi od anche solo di comunicare; così come il caso inglese e quello francese: «In Inghilterra, in Francia, e anche nelle democrazie nordiche vi sono figli di immigrati addirittura di seconda generazione (tutti debitamente promossi a «cittadini» da tempo) che non si sentono per niente francesi o inglesi».

Infine, Sartori chiude con un monito ed un avvertimento: «L’Italia si trova in una situazione economica gravissima con una disoccupazione giovanile senza precedenti. Non si può permettere governi combinati (o meglio scombinati) da misteriose raccomandazioni di misteriosissimi poteri. Siamo forse arrivati alla P3?».

È l’ultima puntata o questa diatriba continuerà? Staremo a vedere. Fatto sta che sicuramente Sartori quando esprime un pensiero non è solito girarci intorno. Come è un dato di fatto che ormai la “crociata” per lo “Ius Soli” è iniziata.

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da Avanguardie

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