Hasta luego Fidel, la storia ti ha assolto

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Ironia della sorte, mentre alla Casa bianca si insedia un Presidente che incarna il capitalismo americano rampante anni ’80 e proprio nel giorno che celebra il consumismo sfrenato chiamato Black Friday, è morto Fidel Castro. Comandante che ha instaurato il comunismo nella piccola isola caraibica di Cuba quasi sessant’anni fa. Fare un bilancio su di lui non è certo cosa facile. Tuttavia, al netto degli aspetti negativi (limitazione delle libertà individuali e persecuzioni varie), bisogna riconoscergli l’aver reso Cuba un Paese all’avanguardia sul campo della Sanità pubblica gratuita, azzerando quasi la mortalità infantile; l’aver azzerato l’analfabetismo a un anno dall’insediamento; l’aver riconosciuto la cittadinanza a migliaia di neri africani; aver reso Cuba un Paese altamente competitivo dal punto di vista dello sport; ha vietato agli Usa e alle famiglie mafiose italo-americane di metterci ancora su le proprie mani fameliche. Di se stesso una volta disse: “Condannatemi, non importa. La storia mi assolverà”. Direi che aveva ragione.

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