Portici & Babà: – A volte ritornano: il Civis diventa Crealis

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Siamo Alessandra e Maria, la prima scrive da Bologna,la seconda da Napoli. Inauguriamo oggi una nuova rubrica, Portici & Babà, che nasce dalla voglia mettere in comunicazione due città, due luoghi dell’anima, di unire con un filo sottile e immaginario le due realtà che fanno da sfondo alla nostra quotidianità. Vi parleremo delle nostre splendide città: una adagiata sui colli, l’altra che domina il golfo. Da un parte l’odore antico dell’umidità dei portici, dall’altra il profumo di bucato dei panni stesi ad asciugare. Una accusata di non essere più quella di una volta, l’altra di non cambiare mai. Entrambe incomprese e bellissime. Guarderete queste due città attraverso ciò che ci racconteremo, sarà un po’ come spiare la nostra corrispondenza. Stay Tuned! 

Sicuramente vi ricorderete: nel 2004 a Bologna si iniziò a parlare di Civis. Il sindaco Guazzaloca, in carica dal 1999 al 2004, firmò il contratto e passò la palla al successore Sergio Cofferati che, insieme agli assessori Merola e Zamboni, ne modificò in tragitto. Il “nuovo Civis” non avrebbe più attraversato la città da est a ovest bensì avrebbe, come una semplice navetta, collegato San Lazzaro di Savena al centro di Bologna, per altro già ben servito dagli autobus. Il costo del progetto doveva aggirarsi sui 180mila euro (alcuni ipotizzano ben altre cifre), che sarebbero aumentati in corso d’opera, lasciando un buco nelle casse del comune di 17,5 milioni di euro e del quale è in primis responsabile l’Atc ( Azienda Trasporti Comunale di Bologna), la principale sostenitrice del progetto. Il Civis, fabbricato da Irisbus del gruppo Fiat, ha fatto perdere a Bologna fondi e credibilità e  l’imminente recissione del contratto minaccia di lasciare dietro di sè numerosi conti da pagare, penali e una viabilità da ripristinare, essendosi resa necessaria la messa in sicurezza di pensiline troppo alte e strette, sottopassi inutili e costosi e rotonde che contribuiscono a congestionare il traffico. Ma perchè il Civis si è rivelato un fallimento? Demagogia a parte, il progetto era troppo metropolitano per una città a misura d’uomo come Bologna. Con l’introduzione del moderno filobus, sarebbe stato impossibile percorrere le belle stradine bolognesi in bicicletta e a piedi, non essendo abbastanza grandi da ospitare un simile mezzo. Un ulteriore problema derivava dal costo della continua tinteggiatura delle strisce discontinue che dovevano fungere da guida per il lettore ottico posizionato in cima al tettuccio del Civis e dalla mancanza, in alcuni tratti, di percorsi tattili che permettessero ai non vedenti di attraversare la strada e raggiungere la fermata del tram. La recissione del contratto con “danno”, a carico dell’associazione di imprese che hanno sponsorizzato il nuovo filobus, non ha impedito la riformulazione del progetto sotto mentite spoglie: il nuovo veicolo creato da Irisbus, lontano parente del vecchio Civis un pò meno costoso e più innovativo, è pronto a solcare le strade del capoluogo bolognese alla modica cifra di 700mila euro a mezzo. Il nuovo filobus snodabile, tram su gomme o come lo si voglia chiamare, è stato recentemente presentato al salone specializzato di Parigi con il nome di “Crealis”. Si presenta meglio del suo predecessore, per altro mai entrato in funzione, sfoggiando ampie vetrate, profilo moderno e una porta anteriore più grande e agevole. Il tanto criticato lettore ottico, si è trasformato in una comodità senza eguali, della quale possono usufruire gli autisti nell’accostarsi alle banchine rialzate facilitando, in questo modo, l’accesso ai disabili. Non ci è dato di sapere cosa ne sarà di Crealis, sappiamo di certo che il progetto è estremamente rischioso, visto il fallimentare precedente. Vi sono dubbi, inoltre, circa la reale soluzione dell’annoso problema del traffico a Bologna, che si concentra soprattutto nella zona periferica che conduce all’imbocco autostradale e da cui non passerà il filobus. La questione è aperta, non ci resta che aspettare.

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