L’Italia è o no un paese per donne?

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donna-retro-che-si-lamenta«Secondo te l’Italia è un paese per donne?». Caterina me lo domanda mentre guardo fuori dal finestrino di una metro sgangherata. Le rispondo di no, che alcune scrittrici hanno dedicato pure un libro a questa faccenda, anche se non mi pare cambiato niente, che il welfare è un colabrodo, ma la testimonianza è d’obbligo. Lei mi guarda. Esita, poi mi dice che è avvilita perché durante l’ennesimo colloquio di lavoro le hanno fatto il terzo grado: single o fidanzata? ti sposerai? avrai figli? «Ti rendi conto», dice, «volevano sapere tutto. Allora ho mentito, non ce la facevo più». Caterina ha raccontato che non si vuole sposare e che non vuole figli. Che desidera trascorrere la vita da sola, sempre e solo a lavoro. Quelli scrivevano, finché le hanno chiesto se si sarebbe pentita della scelta. Allora Caterina ha confermato che no, non si sarebbe pentita. Dopo senza volerlo è scoppiata a piangere e quelli hanno detto solo «avanti la prossima».

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