Onore, abuso d’un sentimento

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Questione d’onore”. L’avrete sentito migliaia di volte. Mai sentimento sociale è stato più abusato per giustificare le peggiori nefandezze. E la criminalità organizzata, quella fatta da “picciotti d’onore”, non fa eccezione. Almeno così ci hanno insegnato i gangster movies. Che da “Scarface” a “Il Padrino”, passando per il pluricitato “Il Camorrista”, ci hanno rappresentato un mondo dove la reputazione agli occhi degli altri è fondamento identitario e ordinamento morale del gruppo. Chi tradisce l’onore può finire a gambe all’aria, o con una pallottola in testa. Peccato che in tempi di relativismo anche la difesa dell’onore sia finita col passare in secondo piano rispetto al ‘’bisinissi’’. Così poco importa tradire uno del gruppo se se ne giovano gli affari. Ancora meno ammazzare un prete come Don Diana, o uccidere per errore una ragazza come Mena Morlando in una sparatoria. Già, anni lontani quelli dell’onore. Persino la mafia non è più quella di una volta. *** Leggete ‘onore’ su unaparolaalgiorno.it

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da Avanguardie

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