Ecquobottega: la startup più rosa e sostenibile

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Si chiama “Ecquobottega – la bottega eco, equo e digitale a km 0″. Con sede a Venezia, si pone l’obiettivo di “supportare concretamente le piccole – ma interessanti – realtà imprenditoriali presenti sul territorio regionale e, nel contempo, creare reali occasioni di occupazione per i molti giovani professionisti che faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro”.
In un periodo in cui il lavoro scarseggia soprattutto per gli under 30, arriva l’intuizione di Claudia Bincoletto e Stella Centenaro: creare una startup che coniughi innovazione e sostenibilità. Una start-up giovanissima e rosa: sono tutte ragazze le collaboratrici di ECquO.
A dare il via al progetto, un sito che è un portale ricco di blog riguardanti i temi affrontati da ECquO e che sarà la rampa di lancio della parte economica dell’iniziativa, il suo cuore (o meglio dire, il suo core – business): dall’autunno 2013 partiranno infatti tutti i servizi di e-commerce, una vera e propria “Bottega digitale” attraverso la quale sarà possibile vendere e acquistare prodotti originali del territorio veneto che si distinguono per caratteristiche o funzioni altamente sostenibili. Il tutto, quindi, parte dal concetto di consumo consapevole. E per questo si creerà nel portale anche la possibilità di partecipare a corsi, incontri, workshop ed eventi.

Ho intervistato la fondatrice del progetto, Claudia Bincoletto, laureata in Cooperazione allo Sviluppo all’Università di Padova. A lei ho chiesto qualche consiglio per i giovani che vogliono intraprendere la strada della creazione di start-up e cosa ne sarà del futuro di ECquObottega.

Cosa ci vuole per far partire una start-up? Quali sono i problemi che i giovani incontrano?

Claudia Bincoletto


Una start-up è prima di tutto un progetto d’impresa. Non è quindi sufficiente avere una buona idea o possedere un ingrediente innovativo: occorre avere un progetto di ampio respiro, il che spesso implica dedicare molto, molto tempo alla progettazione. Il primo scoglio da superare è sicuramente questo: avere pazienza, elemento che, notoriamente, le giovani generazioni non sempre possiedono! Un secondo scoglio sono gli investimenti: c’è chi ha e chi non ha e chi non ha deve sapere che dovrà usare tutta la sua attenzione e strategicità per cogliere ogni occasione possibile per presentare il proprio progetto, promuoverlo e farlo arrivare agli interlocutori più adeguati. Si tratta di un’attività, questa, spesso frenetica, che richiede molta determinazione ma è, probabilmente, l’unica strada per arrivare dove le risorse proprie non possono. Un ultimo aspetto, forse il più importante, è la fiducia in se stessi, nella propria squadra e nella propria idea: un sano atteggiamento di positività e propositività, assieme alle necessarie capacità di problem solving, sono risorse essenziali per destreggiarsi nella giungla dell’imprenditoria in Italia. Soprattutto quella giovanile.

Questione di genere in Ecquobottega: come mai tutte ragazze?
Siamo per le pari opportunità….a nostro favore, ovviamente! No, si tratta di un caso, in realtà non voluto. Ecquo è un progetto al quale si aderisce, principalmente, perché si crede nei valori che stanno alla base del nostro lavoro, nella validità della proposta imprenditoriale e perché si condivide il modus operandi del nostro team. I membri, perciò, non sono selezionati sulla base di curriculum o di eventuali colloqui sostenuti, ma “ci si sceglie” a vicenda e si inizia un percorso insieme. Per il momento siamo 4 ragazze (il team si sta infatti espandendo), ma collaboriamo con altre persone delle quali non ci interessa il genere, ma la professionalità, capacità e sensibilità.

Quali sono le vostre prospettive? Come cercherete di realizzare gli obiettivi?
Il sistema che stiamo implementando ci permetterà di affrontare quello che è il nostro obiettivo ideale e maggiore: la promozione dei nuovi stili di vita nel nostro territorio, nonché la valorizzazione del territorio stesso. Lo faremo facendo leva sul consumo, sul consumo consapevole e sostenibile, sia a livello ambientale che sociale. Attraverso la piattaforma di e-commerce sarà possibile per i produttori mettere i propri prodotti a disposizione di un target nuovo, giovane e digitalizzato e i consumatori potranno scegliere – il più delle volte scoprire – tra tanti prodotti ecologici, biologici e naturali per la loro spesa quotidiana, pagando il prezzo del produttore e non incidendo troppo sull’ambiente, nel pieno rispetto del concetto di km 0. Ecquo è quindi un servizio utile sia ai produttori che ai consumatori, ma non è solo questo: quello che vogliamo realizzare è soprattutto una RETE tra le persone, tra gli attori del mondo economico, tra le imprese, gli acquirenti, gli artigiani, gli agricoltori, i professionisti che gravitano attorno al mondo di questa nuova economia verde e solidale.

La sensibilizzazione è molto importante, rispetto ai temi che trattate. Secondo voi, come sta il Veneto a sensibilizzazione? E, più in generale, l’Italia?
In Italia, come nel resto d’Europa, è sempre più forte la spinta a ricercare modalità di declinare la sostenibilità ambientale e sociale nella nostra società e nel nostro sistema economico e anche le istituzioni, in alcuni settori, sembra comincino a rendersene conto e a tradurre questa spinta in modalità operative. Tuttavia ci sono ancora alcuni settori – come lo smaltimento dei rifiuti tossici ad esempio – sui quali servirebbe un netto cambio di rotta che solo dalle istituzioni può venire. Oltre al contesto istituzionale, però, è fondamentale anche il contributo della società civile che, nella nostra regione, è un po’ a macchia di leopardo. Ci sono ancora molte sacche di indifferenza ad uno stile di vita più sobrio e più sostenibile che noi cercheremo di affrontare puntando innanzitutto a valorizzare ciò che già esiste sul territorio, poiché primariamente vanno riconosciute le esperienze già esistenti e il lavoro di chi è venuto prima di noi. Cercheremo poi di dare il nostro contributo concreto mirando ad incuriosire, interessare, stimolare e divertire le persone con i nostri corsi, laboratori, eventi, incontri, rubriche, ma anche con la comodità di portare prodotti di qualità e originali direttamente a casa di chi lo richiederà. Insomma…vogliamo dimostrare che cambiare è possibile!

Nel 2012 le banche han ridotto i finanziamenti per le imprese di 44 miliardi di euro. Le start-up sono destinate ad andare in controtendenza?
Le start-up hanno, di diverso rispetto ad alcune aziende già avviate, la tenacia e l’inventiva di ricercare finanziamenti laddove tanti non li vedono, tentando anche vie nuove. Un esempio è il crowdfunding che sta piano piano prendendo piede anche in Italia e così è per le esperienze che in molti fanno all’interno degli incubatori di impresa. Oggi sappiamo che dobbiamo cercare nuovi referenti e che questi devono essere soprattutto diversificati: non devono più essere soltanto le banche a garantire lo sviluppo dell’economia e ad essere gli unici interlocutori dell’imprenditore. Noi, ad esempio, puntiamo molto sulla finanza etica: non a caso, il primo finanziatore del nostro progetto è la cooperativa MAG di Venezia, ma poi ci sono anche le Camere di Commercio, la Regione, le associazioni di categoria che si presentano sempre più spesso con bandi, incentivi o iniziative per l’imprenditoria giovanile e femminile. Ma la vera forza sulla quale noi puntiamo è quella che verrà dai nostri partner territoriali e dalla rete che vogliamo creare: è sulle relazioni che si costruirà l’economia del futuro.

Anticipazioni di qualche nuova iniziativa/rubrica/servizio?
Prossimamente, sul nostro blog, troverranno “pane per il loro denti” gli appassionati di cucina vegan, ma anche chi non può fare a meno della cultura avrà presto uno spazio tutto suo su Ecquo. Di più non possiamo dire! Per il resto, si continua a lavorare sulla progettazione della attività di Ecquo che prenderanno il via questo autunno… e presto potremo fornire maggiori dettagli!

ECquObottega è raggiungibile cliccando qui (www.ecquobottega.it) 


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da Avanguardie

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