Cadavere in spiaggia, si gioca a racchettoni

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Formia, litorale pontino. Il sole è rassicurante, la spiaggia ben presto si riempie. Solita scena che si ripete ogni anno: schizzi e sprazzi, racchettoni e moto d’acqua, lidi festosi e coppiette innamorate. Il caldo però si fa sentire. Una donna d’origini russe comincia a sentirsi male. Scatta l’allarme, le si forma intorno un capannello agitato. Ma non ci sarà niente da fare: nonostante i soccorsi ricevuti morirà di lì a poco, forse a causa del gran caldo. I bagnanti sono sconvolti. In tanti decidono d’andar via, mentre il corpo viene coperto con un telo bianco. Tanti altri decidono però di rimanere. Solita scena che si ripete tutte le estati: schizzi e sprazzi, racchettoni e moto d’acqua, lidi festosi e coppiette innamorate. Solo che, a distanza di pochi metri, giacciono le spoglie senza vita dell’anziana, per la quale la pietà non ha ceduto il passo all’allegria dei primi tuffi, in una triste e desolante rappresentazione del gioco al ribasso in cui è precipitata l’odierna società.

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