Emilia Romagna, cosa è cambiato a un anno dal sisma?

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immagine simbolo del sisma in emilia romagna

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Il 20 maggio 2012 un sisma di magnitudo 5,9 gradi della scala Richter devastava l’Emilia Romagna causando un tragico bilancio: 28 morti, 300 feriti  e più di 5.000 sfollati. Ad essere colpita è stata una delle aree più produttive del paese che conta quasi 50.000 aziende e che produce il 2% del Pil nazionale. La paura e la rabbia di quei giorni non hanno però piegato il popolo romagnolo che fin dal primo momento ha cercato di rimettersi in piedi e di far ripartire l’economia locale.

Anche la macchina della solidarietà si è subito attivata in tutta Italia, come già era successo nel 2009 per il terremoto dell’Aquila. E proprio all’Aquila è andato il pensiero di molti dopo i fatti dell’Emilia, perché era forte il timore che anche su questa vicenda si spegnessero i riflettori dopo poche settimane.

Che cosa è successo da quel 20 maggio? Come procede la ricostruzione e come vengono impiegati i finanziamenti pubblici e le donazioni? Proviamo a fare un po’ il punto. Subito dopo il sisma sono stati 1.393 gli interventi predisposti per 155 milioni di euro. La priorità è stata data al ripristino della viabilità e alla riapertura dei centri storici, per salvaguardare l’integrità e il senso di appartenenza delle varie comunità locali. C’erano 22 zone rosse nel 2012. Oggi ne restano solo 6, che comunque hanno ristabilito la viabilità principale. Sul fronte degli sfollati, inizialmente c’erano 16.000 persone ospitate nelle tendopoli. Oggi, smontate le tende, restano 68 persone negli alberghi. Nei primi mesi dell’emergenza il Dipartimento di Protezione Civile ha gestito la Cas (Contributo di autonoma sistemazione), oggi controllata dal Commissario per la ricostruzione. Nel 2012 avevano richiesto la Cas 15.000 famiglie. Il numero poi è sceso a 10.000, grazie al ricostruzione degli edifici danneggiati e all’individuazione di nuovi alloggi.

Per quanto riguarda i finanziamenti pubblici disponibili, 2,5 miliardi arrivano del bilancio dello Stato, 670 sono i milioni di euro di solidarietà dell’Unione europea, 12 miliardi provengono della Cassa Depositi e Prestiti e dalla Cassa per il pagamento delle imposte, dei contributi e dei premi assi¬curativi.  255 milioni di euro provengono dalle donazioni e dai contributi di so¬lidarietà delle altre Regioni. Ammonta invece a 37.517.568,68 euro la cifra ricavata dai concerti, degli sms solidali e delle 7.072 donazioni versate direttamente sui conti correnti dei Comuni.

Per garantire la massima trasparenza e vigilare sull’impiego di queste ultime, è nata la piattaforma web www.openricostruzione.it”. Qui sono al momento sono disponibili le informazioni su circa 372 progetti di ricostruzione e i dati delle donazioni di 45 comuni su 61. E’ anche possibile selezionare il comune di proprio interesse per scoprire le specifiche risorse disponibili e a quali interventi vengono destinate. I dati vengono aggiornati costantemente e si possono inviare commenti e segnalazioni.

Il progetto, che è stato offerto gratuitamente alla Regione Emilia Romagna, è stato voluto dall’associazione Wikitalia presieduta da Riccardo Luna (ex direttore di Wired)  ed è stato realizzato in collaborazione con Anci, Ancitel, Action Aid e Openpolis con il sostegno di Cisco Italia. Un’occasione preziosa per favorire la trasparenza delle pubbliche amministrazioni e per i cittadini che possono così controllare, denunciare, partecipare e contribuire alla rinascita del cuore pulsante dell’economia italiana.
Per maggiori informazioni: http://openricostruzione.it/
http://www.regione.emilia-romagna.it/a-un-anno-dal-terremoto

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