Riso fra le sbarre

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Matrimonio fa rima con merletti, spumante e confetti. Ma non sempre. Pasti lauti, torte a tre piani, musica e familiari ubriachi si oppongono a cerimonie sobrie con pochi intimi. Anna e Felice si sposano domani e il loro non sarà un matrimonio sfarzoso. A scrivere i nomi degli invitati in lista non è stata la sposa e nemmeno la suocera, ma il fato. Per il sindaco Michele Emiliano che ufficializzerà l’unione quella di domani sarà una  location indimenticabile, non la solita villa extra lusso. Sì, perché il matrimonio si celebrerà nella casa circondariale di Bari, nella quale i due futuri sposi sono reclusi da due anni. Lei campana, lui pugliese, suggelleranno il loro amore nella sala riservata alle udienze di convalida degli arresti. Alcuni dicono che l’amore renda liberi. Forse è vero, perché il principio di libertà è fra i più arbritari, soggetto a interpretazioni personalissime.

Auguri agli sposi, domani il riso passerà per le sbarre.

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