Sport: il corpo umano non è una macchina perfetta

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Il corpo umano è una macchina perfetta.
Quante volte abbiamo sentito questa frase pronunciata dagli esperti, e quale contesto migliore per vedere confermato questo assunto, se non quello sportivo.
Nessuno può negare di quanto sia ipnotico osservare il corpo umano che si esprime al massimo del suo potenziale, e nessuno può negare di quanto sia deludente scoprire che dietro questa meraviglia ci sia l’uso di doping e altre sostanze illegali.
Stavolta sono stati gli atleti Gay e Powell ad essere squalificati per doping, a seguito di controlli. ” Che peccato! ” Viene da pensare, eppure è successo. “Ma che bisogno ne avevano loro che sono dei Vincenti? ” Eppure capita sempre più spesso che siano i Vincenti a deludere.
Quelli che, dopo tanta fatica, forza di volontà e passione, una volta arrivati in alto, scoprono di soffrire di vertigine e per paura di cadere dal podio sentono di dover ricorrere ad un aiuto. Tutto pur di non fallire, non perdere, non cadere, col rischio di sprofondare, perdere tutto e dover ricominciare, da soli, nell’ombra, senza più una folla che ti acclama e un’atmosfera che ti fa sentire nell’Olimpo dei Campioni.

A questo punto viene da domandarsi: forse il corpo umano una macchina tanto perfetta non lo è, dato che ad un certo punto ha bisogno di un ” trucchetto ” per continuare la corsa.
Oppure sarà forse che siamo noi a sbagliare l’assunto: il corpo umano è si una macchina perfetta, ma l’atleta è prima di tutto un essere umano, con un cuore che non solo pompa sangue perchè è questo quello che fa. Quello stesso cuore batte forte per l’Emozione prima che la gara inizi, per la Paura durante la performance agonistica, quando vedi con la coda dell’occhio che il tuo avversario ti sta raggiungendo, per l’Estasi che provi quando sei sul podio, con la medaglia al collo e vedi il tuo nome sul cartellone luminoso con la bandiera della Tua Nazione accanto.
Questo è lo Sport: dove il corpo umano dà il meglio di sé, con la giusta concentrazione e determinazione.
Forse il problema sarà che gli atleti di oggi sono diventati atleti soprattutto “di mestiere” più che “per passione” ?
Troppi Sponsor, troppe pubblicità, troppi marchi addosso e troppi soldi intorno, tanti da farti venire paura di perdere tutto e dimenticare perché hai cominciato a fare sport.
Troppa pressione che ti schiaccia e che magari ti fa sentire anche più solo di prima, perché attorno hai solo gente che lavora “con te, per te o peggio su di te”.
Gli allenamenti vengono sostituiti dai troppi servizi fotografici, poi gli eventi glamour, le conferenze stampa. Ti ritrovi a prender parte ad eventi che magari non hanno nulla a che vedere con lo sport che pratichi, eppure ci vai, perché oramai “sei nel giro , devi esserci o sei Fuori!”.

Ed ecco perché arrivi a un punto che senti il bisogno di un aiuto: il TEMPO che prima VIVEVI ALLENANDOTI ora lo TRASCORRI facendo altre cose.
Da Atleta sei diventato Personaggio Famoso: hai cambiato pelle, quindi non puoi pretendere di essere in grado di salire sul podio: IL PODIO é PER L’ATLETA, per l’essere umano che vive di sport, non per il personaggio famoso.
Il fatto che negli ultimi tempi sempre più alto sia il numero degli atleti squalificati per doping, ci fa capire che il problema è molto più serio e diffuso di quanto si pensi: lo sport sta diventando sempre più un mestiere che una passione e questo è male, perché solo quando si fanno le cose per Passione si riesce a vivere pienamente il proprio tempo: e allora ecco che le ore trascorse ad allenarti non sono una fatica, ma un’occasione di Estasi, perché non c’è niente di più bello nel fare sport dell’allenamento che ti fa sentire vivo, in crescita, in miglioramento, giorno dopo giorno.
E il giorno della gara diventa il giorno della gara e basta, non il giorno del giudizio in cui il tuo sponsor decide se ti rinnova il contratto per altri anni. E dopo la gara l’Atleta non dice che va a festeggiare per la gara: se uno vuol far baldoria ci va e basta a prescindere.
Per L’Atleta la vera Festa è ai blocchi di partenza, la compagnia giusta è quella dei suoi avversari più leali e stimati, quelli con cui si scambia uno sgardo di sfida prima della gara, e a cui stringe la mano per complimentarsi comunque sia andata alla fine del gioco.
E la Musica? Certo in ogni party che si rispetti c’è sempre della buona musica: per i fiati c’è il respiro pompato dai polmoni, la melodia è data dall’armonia dei movimenti del corpo che scatta allo start fischiato dal giudice di gara, e la batteria è il Cuore, il cui battito non è mai tanto insenso e dolce come quando batte per qualcosa che ama.

 

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da Macchiato

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