La donna, la violenza, il riscatto. Il messaggio di Franca Rame

Tostato da

imagesÈ  da tempo che il fenomeno della violenza sulle donne, prima silente, è  esploso in tutta la sua virulenza, in tutta la sua drammaticità.
È esploso perché le donne oggi parlano, ed hanno, spesso ma non sempre, il coraggio di denunciare.
È esploso perché nuove leggi e nuovi strumenti sociali e culturali le aiutano a difendere diritti sacrosanti: alla libertà, al lavoro, all’espressione libera di volontà e sentimenti.
Ma è ancora troppo presto per cantare vittoria. Anzi, per certi aspetti, proprio ora che leggi e norme sono tese a proteggere e salvaguardare la donna, la situazione sembra aggravarsi. Forse perché se ne parla. Forse perché se ne parla troppo.
Recrudescenze del fenomeno si avvertono da più parti. Giornali, notizie televisive, programmi ad hoc che invadono sul tema non fanno altro che ingigantirlo, se non addirittura a stimolarlo.

Ma quali potrebbero essere le ragioni sociopsicologiche del fenomeno “violenza di genere”?
L’energia morale, l’intelligenza creativa e costruttiva, il sentimento del vivere e l’inquadramento razionale che distingue la donna in genere e che spesso la porta a tener testa all’uomo, più appariscente nella sua forza ma più fragile nella sua costruzione psicologica: sono queste  le motivazioni di fondo.
Difficile per l’uomo tener testa ad una donna sicura di sé e determinata nel suo obiettivo, nella sua volontà.
Difficile accettare da lei un rifiuto, uno smacco, una delusione.
Anzi, inaccettabile. Ed allora interviene la forza bruta, la rabbia, la voglia di distruggere quella creatura che ha scalfito la tua presunta superiorità.

femviolenza_donneLo scorso 19 novembre, presso la Sala Zannini della Clinica Mediterranea di Napoli, nell’ambito del percorso relativo alla donna dell’Associazione “Mondo Donna”, si sono confrontate sul tema, in un interessante e produttivo incontro/confronto, il Sostituto Procuratore Stella Castaldo, la Consigliera di Parità della Provincia di Napoli Luisa Festa, l’avvocato Francesca Chiariello dell’Associazione “Arcidonna Napoli Onlus” e consigliere legale presso il Centro antiviolenza del Comune di Napoli, l’avvocato Marinella De Nigris dell’Associazione “Onda Rosa”, M. Rosaria Ferre responsabile del Centro Donna del Comune di Napoli e la psicologa Simona Piemontese.
L’incontro, moderato dalla giornalista Rai Chiara del Gaudio, inviata di Uno Mattina, si è rivelato particolarmente interessante, in quanto ha messo in luce la positività della rete sociale, stabilitasi ed armonizzatasi tra Istituzioni ed Associazioni, una rete valida a creare opportunità di aiuto, di consigli legali, di protezione e di difesa per donne che si trovano in  condizioni di difficoltà.

Il 25 novembre è stata poi la giornata contro la violenza sulle donne. Ed il Comune di Napoli, sempre attento alle problematiche sociali che coinvolgono i cittadini, anche in questa circostanza ha partecipato attivamente attraverso l’organizzazione di uno spettacolo teatrale al San Carlo dedicato a Franca Rame: sul palcoscenico sono salite le attrici Licia Maglietta e Rosaria de Cicco per la regia di Laura Angiulli.
Significativo il messaggio dell’Assessore al Welfare Roberta Gaeta che ha chiaramente dichiarato la gravità del problema per le donne del Sud in genere e campane in particolare, vittime non solo della prepotenza e dei soprusi dei loro uomini, ma anche di una cultura atavica che non rispetta il loro desiderio di riscatto e che ancora fatica a concedere loro una reale autonomia. Per questo il Comune di Napoli ha predisposto tre sportelli antiviolenza ed ha aperto un centro di ascolto in ognuna delle dieci Municipalità. Azione davvero importante che potrà venire incontro a tante donne sprovvedute ed indifese.

Per la serata del 25 novembre non poteva esserci scelta migliore del monologo di Franca Rame “Lo stupro” del 1975, portato poi coraggiosamente in teatro quando di violenza sessuale si parlava poco.
Un testo davvero unico la cui lettura provoca i brividi. Un testo scarno, essenziale, che con crudezza riporta le fasi di quella violenza gratuita, pesante, avvilente, mortificante. Fasi centellinate e analizzate attraverso un report preciso dal quale la viltà degli uomini esce ingigantita ma  l’energia morale della donna esce vincente. Si può sputare, colpire, ferire, strappare vestiti e carni, malmenare, violare, violentare; ma è il corpo a subire, lo spirito vola alto e l’orrore dello stupro subisce la catarsi. Come nelle grandi tragedie greche, dove si assiste ad azioni vergognose attraverso cui ci si purifica e ci si  libera.

LoStuproFrancaRameFranca la catarsi l’ha conseguita gettando fuori quel groviglio di sporcizia che l’ha pervasa. E quando scrive: “Io non riesco a fare niente, né a parlare, né a piangere… Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualcosa di orrendo”, riesce invece a liberarsi del male che uomini abietti le hanno inferto.  Il suo testo diventa così un testo di catarsi e di liberazione per tutte quelle donne che hanno vissuto la sua stessa offesa.

Anche il Consiglio Regionale della Campania per la giornata contro la violenza di genere ha pensato a qualcosa di particolare. Dalle 13,30 alle 13,45 , davanti alla sede del Consiglio Regionale (Centro Direzionale, Isola F13), ha avuto luogo un flash mob, promosso da Angela Cortese, Consigliere regionale.
Grazie alla musica dei Carmina Burana e alle ballerine dell’Accademia “L’arte del movimento”, gli ospiti presenti ed i passanti occasionali sono stati  coinvolti nel flash mob, mentre un lungo drappo rosso è stato srotolato lungo l’edificio del Consiglio stesso.
Un drappo rosso come il sangue, rosso come il fuoco, rosso come la passione, come l’energia vitale delle donne, come il simbolo buddhista della compassione.
Rosso come il simbolo cinese della felicità.

Segui questo autore

Siediti al tavolino ed esprimi la tua opinione

Comments Closed

Comments are closed.

Ti piace il Caffè?



Scrivi con noi!